Alitalia, ultima chiamata per l'accordo Notte di trattative al ministero

Il governo avvicina sindacati e Cai puntando
su un accordo quadro. Giornata di incontri: più risorse per i contratti dalla Cai. L'Anpac: "Bene il contratto ma non il piano industriale". Critiche degli autonomi al ministro Sacconi per la trattativa "separata". Corteo a Fiumicino e presidio a Roma: contestato Fantozzi

Roma - Si tratta ancora una volte nella notte, ed è l'ultima chiamata per l'Alitalia dopo un'altra giornata difficile di trattative, incontri, mediazioni e polemiche. Il governo ha messo in atto una mediazione per cercare di raggiungere un compromesso che permetta ai sindacati di accettare il nuovo contratto di lavoro e il piano industriale della Cai. Oggi si è parlato a lungo di un possibile "lodo" che il governo avrebbe presentato alle parti mentre Cgil, Cisl, Uil e Ugl lavorano al ministero del Lavoro con la Cai per raggiungere un "accordo quadro", un pacchetto completo con la parte normativa e quella contrattuale che poi dovrebbe essere presentata ai sindacati autonomi di piloti e hostess, che in questo momento non siedono al tavolo del confronto.

Tavolo convocato dal governo Dopo diversi slittamenti è stato stasera ed è in corso l'incontro generale convocato dal governo con i confederali e la cai. Il premier Silvio Berlusconi è a Milano e segue la trattativa in contatto telefonico con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e con il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.

Confronto confederali-Cai Mentre slittava più volte l'incontro formale con tutte le nove sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno dunque portato avanti al ministero del Lavoro il confronto con la Cai per ridefinire le parti che riguardano le singole categorie nel contratto unico che la cordata di imprenditori guidata da Intesa SanPaolo vuole per la nuova Alitalia. Nella sede di via Veneto, con il ministro Maurizio Sacconi si sono trovati l'amministratore delegato di Cai Rocco Sabelli e i segretario generali dei sindacati, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Renata Polverini.

Autonomi contro Sacconi Non c'erano gli autonomi, le organizzazioni che finora hanno tenuto una posizione più intransigente e che hanno attaccato Sacconi accusandolo di una gestione "irresponsabile" della vertenza. "Per le organizzazioni sindacali e le associazioni professionali di piloti e assistenti di volo Sdl, Anpac, Up, Anpav e Avia, è "irresponsabile la gestione della vertenza da parte del governo nella persona del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi". Lo sottolineano in una nota diffusa "dopo aver appreso delle trattative in corso presso la sede di via Veneto del ministero del Lavoro alla sola presenza delle organizzazioni confederali". Le sigle autonome indicano quindi che se non ci sarà "una immediata riunificazione del tavolo delle trattative la situazione è destinata inesorabilmente a diventare ingestibile dalle prossime ore".

Esuberi 3.250 Fin dalla mattinata è apparsa sempre più evidente una frattura tra i sindacati confederali e i piloti. E proprio riferendosi a loro il numero uno della Cisl Bonanni ha sottolineato come stiano rischiando di "tagliare il ramo sul quale sono seduti". Gli assistenti di volo, infine, si sono dichiarati disponibili "ad un aumento della produttività" a patto però che "non si tocchino le retribuzioni di fatto". Allo stato delle cose si sarebbe fissato in 3.250 il numero degli esuberi e sarebbe stato trovato anche un accordo di massima per i lavoratori di terra. Sui contratti potrebbero arrivare "risorse aggiuntive", ha riferito oggi Fabrizio Solari della Cgil, commentando le notizie secondo le quali Cai avrebbe dato disponibilità al governo a mettere sul piatto 100 milioni di euro in più.

Contratto personale di terra Dopo dieci ore di lavoro, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, hanno ridefinito con Cai il contratto per il personale di terra. Al ministero del Lavoro si passa ora a ridisegnare il contratto degli assistenti di volo. Il segretario nazionale della Fit-Cisl per il trasporto aereo, Claudio Genovesi, ha spiegato che si sta lavorando sulla normativa per mettere insieme un contratto di riferimento. Per quanto riguarda le retribuzioni indicate nel contratto di Cai, il dirigente sindacale le ha definite "insostenibili" e quindi si punta a "limitare le decurtazioni". Infine il problema del costo del lavoro che, dice,"non è cruciale".

L'apertura dei piloti solo sul contratto Le organizzazioni dei piloti riconoscono che sono stati fatti passi avanti sul nodo del nuovo contratto di lavoro proposto, ma parlano di distanze ancora da colmare sui contenuti del piano industriale. Per il leader dei piloti dell' Anpac, Fabio Berti, "i punti di criticità sul piano industriale sono determinanti". Chiudere la trattativa oggi è un risultato, dice, "che non dipende solo dai piloti, c'é una posizione critica trasversale: dipende da tutte le nove sigle". I ritocchi alla proposta sul contratto di lavoro sono "molto interessanti" per quanto sia ancora "un contratto da studiare": è un punto che comunque "potrebbe essere determinante se affiancato da una soluzione accettabile sul piano industriale". La possibilità di un contratto da dirigente per i piloti "é un punto di partenza" per il presidente dell'Up Massimo Notaro, ma sottolinea che "l'ostacolo vero è un piano industriale che disegna una compagnia troppo piccina: se dovrà cedere quote di mercato alla concorrenza sarà poi difficilissimo recuperarle. Il contratto, poi, non compensa il taglio di 1.000 piloti". E' "difficile essere ottimisti", dice il leader dei piloti dell'Anpac, Fabio Berti.

Nuovo corteo a Fiumicino Anche oggi a Fiumicino, gli assistenti di volo dell'Alitalia, fuori dall'orario di lavoro, stanno inscenando una manifestazione di protesta all'interno dell'aeroporto. Il corteo, a cui partecipano oltre 150 tra hostess e steward in borghese, ha lasciato alle 15.30 il varco dove si era radunato già dopo mezzogiorno, per sfilare con trombette e fischietti, prima all'interno del terminal A, e quindi nel terminal B. Una volta entrati nell'aerostazione dei voli internazionali, i manifestanti si sono fermati, invitando a gran voce gli altri colleghi ad unirsi alla protesta.

Presidio al ministero Diverse centinaia di dipendenti di Alitalia si sono riuniti in via Fornovo, a Roma, di fronte ad una delle sedi secondarie del ministero del Lavoro dove è prevista la ripresa della trattativa formale sul piano di salvataggio per Alitalia. All'arrivo del commissario straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi, lo hanno contestato. "Buffone, buffone, assassino, assassino", hanno gridato più volte. La strada è presidiata da polizia e carabinieri, anche con blindati attrezzati per l'ordine pubblico. Molti dipendenti della compagnia continuano ad arrivare. Sono presenti molti piloti e assistenti di volo in divisa, anche intere famiglie con i bambini. Dagli slogan continua il pressing sui sindacati perché non arrivino ad un accordo su condizioni giudicate inaccettabili. "Non firmate, non firmate, il contratto non si tocca", ripetono negli slogan.