Alitalia, ultimatum del governo ai sindacati

La partita su Alitalia tra governo e
sindacati entrerà nel vivo giovedì. Ricevuta l’offerta da parte della Newco, formalizzata ieri
sera, il commissario straordinario Fantozzi illustrerà
il piano ai sindacati: la base di confronto potrebbe essere sui 4.500 tagli. Presentato il decreto al Senato

Roma - La partita su Alitalia tra governo e sindacati entrerà nel vivo giovedì prossimo. Sarà tra tre giorni che, ricevuta l’offerta da parte di Cai, formalizzata ieri sera, il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, illustrerà il piano ai sindacati. Solo dopo si inizierà a parlare di esuberi.

Decreto legge al Senato Il dl su alitalia inizierà il suo iter al Senato la prossima settimana nelle commissioni riunite Lavori pubblici e Industria. La vice presidente di turno Rosi Mauro ha comunicato in aula a palazzo madama la presentazione del decreto varato dal governo il 28 agosto scorso, sulla ristrutturazione di grandi aziende in crisi, per il salvataggio della compagnia aerea. Costerà 30 milioni l’anno l’accesso agli ammortizzatori sociali per gli esuberi. La relazione tecnica al decreto legge del 28 agosto indica che per il 2009 i 30 milioni verranno dal Fondo per l’occupazione, per il 2010 da un taglio lineare alle autorizzazioni di spesa della Finanziaria 2008 e per ciascuno degli anni dal 2010 al 2014 con la riduzione del fondo per gli interventi strutturali di politica economica.

Tempi stretti per l'intesa Il tempo per arrivare a un’intesa è comunque stretto: 10 giorni perchè la situazione della compagnia è drammatica e la liquidità in cassa è agli sgoccioli. L’incontro di ieri sera tra il governo, le nove sigle dei lavoratori e il commissario è servito a Fantozzi per fare il punto sulla situazione di un’Alitalia che, se non si farà presto, rischia di vedersi portare i libri in tribunale. E secondo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, i sindacati non potranno non accettare. "L’avallo dei sindacati è fondamentale, credo che ci debba essere - ha detto il presidente del Consiglio - e non ho dubbi che l’accordo ci sarà. Non penso possano accettare che ventimila persone vadano a casa". I sindacati cauti, giudicano positivamente l’approccio del governo ad una discussione che riguardi anche il piano e non solo gli esuberi. Ma aspettano di vedere come questo si concretizzerà.

Il governo chiede responsabilità L’esecutivo dunque torna a chiedere responsabilità alle organizzazioni dei lavoratori. All’incontro di oggi al ministero del Lavoro, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha ribadito che per Alitalia questa è l’ultima occasione possibile: "Questa volta - ha detto - dobbiamo arrivare fino in fondo e credo che sia l’ultima occasione possibile. Siamo per trovare una soluzione". E anche il neo commissario, Fantozzi, ha messo in guardia le nove sigle presenti all’incontro: Alitalia ha disponibilità di cassa ridotte, 195-200 mln ad agosto e 30-50 milioni a settembre. Dunque il rischio questa volta è il fallimento. "Alitalia ha soldi in cassa massimo fino alla fine di settembre. Cercherò di minimizzare i sacrifici - ha rassicurato - di dare trasparenza ma ci sono tempi brevissimi in cui servono accordi sindacali condivisi per passare la compagnia ancora in vita all’acquirente. Farò tutto il possibile - ha aggiunto - ma se non c’è benzina sono costretto a portare i libri in Tribunale". Di esuberi dunque si parlerà solo a valle del confronto sul piano perchè il governo è intenzionato a partire da questo come ha rassicurato Sacconi: "Nel complesso - ha detto al termine della riunione - si può dire che l’incontro è stato molto costruttivo. Anche se non ancora in presenza di un piano industriale, è stato concordato il metodo, basato sul confronto autentico e sull’ascolto reciproco, nella consapevolezza della necessità di tempi brevi. Da giovedì - ha aggiunto - avremo una sorta di ideale no stop fino alla conclusione del negoziato, entro la fine della prossima settimana" sia sul piano industriale sia sugli esuberi.

Il nodo degli esuberi La base di confronto sugli esuberi in Alitalia, previsti dal Piano Fenice, potrebbe essere di 4.500 tagli, meno delle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi. In ambienti sindacali viene fatto notare che c’è molta preoccupazione in particolare per gli assistenti di volo, che pagherebbero il prezzo più alto con circa 1.500 esuberi. Per i piloti, circa 500, e il personale di terra, circa 2.500, gli esuberi sarebbero più in linea con l’offerta di Air France-Klm che fu bocciata dai sindacati. Tra i sindacati c’è chi ha fiducia sulla possibilità che al tavolo con il governo si possa arrivare a ridurne il numero Ad incidere sul numero degli esuberi per il personale navigante sarebbero le nuove regole previste, sia da norme generali che dal Piano Fenice, per la composizione degli equipaggi. Nuove norme generali impedirebbero di ridurre sotto una certa soglia l’assunzione di piloti nella newco che, secondo il piano, dovrà rilevare gli asset della compagnia per dar vita alla "nuova Alitalia" con l’integrazione di Air One. Non sarebbero previsti esuberi, se non in una misura non significativa, per i dipendenti della compagnia di Carlo Toto. Sul trasferimento alla nuova società degli assistenti di volo peserebbe la scelta di adottare criteri più stringenti per la composizione degli equipaggi. Gli esuberi dovrebbero pesare su tutti i servizi per un forte ricorso della Newco all’outsourcing: manutenzione pesante, informatica, amministrazione e call center, i cui dipendenti potrebbero in gran parte ricadere sotto la bad company da liquidare. Il decreto varato la scorsa settimana dal governo consente ammortizzatori sociali per sette anni e per tutti i dipendenti in esubero. 

Le mosse delle parti sociali In attesa di vedere il piano, i sindacati al momento esprimono soddisfazione ma si mostrano cauti. "È una trattativa complicata - ha detto il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari - e questo deve incitare tutti a dare il massimo. Da giovedì ci aspettiamo di poter discutere il piano industriale e da quello arriverà il nostro giudizio e le azioni per affrontare la situazione. Non sarà semplice perchè la situazione è seria, ma se c’è la buona volontà di tutti ci si può riuscire". Per il segretario generale della Fit-Cisl, Claudio Claudiani, "c’è stata una grande accelerazione, perchè la cassa è alla canna del gas. Da giovedì ci sarà una no stop e ora non c’è spazio per giocare: non può giocare il Governo e non possono giocare i sindacati, perchè sarebbe disastroso". Per Alitalia, ha evidenziato invece il presidente dell’Anpac, Fabio Berti, "partire dal piano industriale è una necessità imprescindibile, perché non ci fidiamo ciecamente di quanto elaborato dai consulenti senza un opportuno contraddittorio".

Angeletti: trattativa difficile ma dobbiamo provarci "Sarà una trattativa difficile perché la situazione è quella che è. Ma il nostro obiettivo, non appena lo conosceremo nei dettagli, è quello di migliorare il piano industriale per garantire ad Alitalia un futuro più profittevole e ridurre il numero degli esuberi che, quanti siano, dovranno essere tutti ricollocati", dice il leader della Uil, Luigi Angeletti, commenta la delicata situazione di Alitalia in vista dell’inizio del confronto tra governo e sindacati. L’azienda, d’altra parte, aggiunge, "è tecnicamente fallita". "Non è una posizione politica, questa ma la dura realtà dei fatti", prosegue Angeletti che condivide l’urgenza di un confronto serrato e contingentato nei tempi. Obiettivo salvataggio, dunque. Non ci sono alternative per la Uil. "Dobbiamo provarci. È un dovere, non una scelta, anche perchè non capisco - conclude- perchè distruggere 20 mila posti di lavoro quando se ne possono salvare la stragrande maggioranza".