"Alitalia vale un cent". Il crollo in Borsa fa sorridere Air France

Pesante flessione del titolo (-28%)
dopo le indiscrezioni sull’offerta:
Air One punta a ridurre
l’esborso per investire sul rilancio<br />

da Roma
Alitalia ieri ha toccato il minimo storico in Borsa a quota 0,621 euro segnando un ribasso del 28,6 per cento. I titoli della compagnia aerea sono stati più volte sospesi e, una volta rientrati stabilmente alle negoziazioni nel pomeriggio, hanno recuperato chiudendo a 0,75 euro (-12,97%). I volumi scambiati sono stati pari a 60,7 milioni di azioni (il 4,3% del capitale), oltre 7 volte la media mensile di 8 milioni di pezzi. La speculazione ribassista si è fatta sentire sul mercato. Ma cosa ha determinato la pesante flessione? Un lancio dell’agenzia Reuters che ha quantificato il valore delle offerte non vincolanti presentate da Air France-Klm e da Ap Holding.

Il vettore francese intenderebbe offrire 0,35 euro per azione, mentre la cordata italiana della quale fanno parte Intesa Sanpaolo, Morgan Stanley, Nomura e Goldman Sachs un centesimo a titolo. Di qui il crollo. A nulla è servita la precisazione di Alitalia nella quale si parlava di «elementi non completi e pienamente rispondenti » che costituiscono «un primo riferimento di valore ». Perché sono emersi alcuni dettagli delle offerte delle quali era nota l’entità decisamente inferiore al prezzo di mercato? Per far risaltare la natura pressoché simbolica della proposta di Ap Holding che, puntando sul rilancio della compagnia, sui nuovi investimenti e sul mantenimento dei due hub di Fiumicino e Malpensa, ovviamente vorrebbe ridurre l’esborso al minimo. Obiettivo: una fusione «alla pari» tra Alitalia ed Air One che verrebbe valutata circa un miliardo di euro.

Chi poteva conoscere le offerte? Il consiglio di amministrazione di Alitalia, i suoi advisor Citi e Roland Berger e l’azionista di maggioranza, il ministero dell’Economia (cioè il governo). Le spaccature in seno alla maggioranza sul partner da preferire hanno indispettito non poco sia il premier Prodi che il presidente della compagnia Maurizio Prato il quale sarebbe giunto a minacciare le dimissioni in caso di ulteriori slittamenti. Il cda è convocato per martedì prossimo, ma la decisione collegiale preannunciata dal capo dell’esecutivo fa riferimento a un Consiglio dei ministri che non potrà svolgersi prima della fine della prossima settimana.

E nel comunicato diffuso su pressione della Consob sono contenuti alcuni elementi che sollecitano una rapida presa di posizione. Si precisa, infatti, che la scelta sarà effettuata «con particolare focalizzazione sul contenuto industriale» oltreché sulla base dei contenuti finanziari e che si punta a ridurre l’assorbimento di traffico generato dai grandi hub europei. Questi punti sembrerebbero non sbarrare la strada ad Air One. Ma tutta la restante parte, dalla dimensione globale al mantenimento di un solo hub fino alla generazione di importanti sinergie derivanti dall’integrazione di network, si può sintetizzare in un unico concetto: Air France. La compagnia francese ieri ha lasciato trapelare alcuni dettagli del suo piano: 6,5 miliardi di investimenti fino al 2015 (un miliardo subito dopo l’acquisizione), 2.000 esuberi nelle attività di volo e soprattutto 20 aeroplani a terra e altri otto trasferiti alla controllata low cost Volare.

L’ammodernamento della flotta sarebbe graduale con il ricorso a nuovi Boeing 777 (Air One punterebbe invece su Airbus; ndr), mentre a Malpensa resterebbero i collegamenti con Usa, Asia e America Latina. Da una parte Alitalia manifesta apertamente che la partnership francese sarebbe più gradita, dall’altra la compagnia guidata da Jean- Cyril Spinetta fa sapere che il suo arrivo in Italia non sarebbe troppo traumatico.

Si potrà sbloccare la situazione? Prodi è un mago nell’arte del temporeggiare e potrebbe mandare avanti Prato per porre gli alleati riottosi dinanzi al fatto compiuto. D’altronde anche il vicepremier Francesco Rutelli, che in passato ha sostenuto Ap Holding, ha fatto un passo indietro. «La nazionalità non conta», ha detto. Comunque sia, il presidente francese Nicolas Sarkozy la prossima settimana sarà a Roma e «ci sarà occasione» per parlare di Alitalia. Intanto, Deutsche Bank e lo Studio Orrick hanno reso noto che non saranno consulenti dei fondi Evergreen e Thl nell’offerta su Alitalia. Singapore Airlines s’era sfilata da tempo.