Alitalia vara l’aumento e ritrova l’utile

I voli europei crescono più dei nazionali e intercontinentali

Paolo Stefanato

da Milano

Dall’Alitalia sono giunti ieri due segnali forti, entrambi convergenti sulla prospettiva del risanamento e del rilancio. Il cda ha formalmente deliberato l’aumento di capitale, rinviando tuttavia ancora di qualche giorno la sua esatta consistenza, modalità e tempistica; e ha approvato i conti del trimestre al 30 settembre, chiusi con un risultato netto positivo e caratterizzati da un miglioramento su tutte le voci (tranne quella, ovviamente, del costo del carburante). Hli annunci sono stati dati a mercati chiusi, ma il titolo in Borsa è comunque salito dello 0,7%. Quanto all’aumento, il cda ha ripetuto ancora una volta che avrà un valore «fino a 1,2 miliardi», ha precisato che sarà offerto in opzione ad azionisti e obbligazionisti e ha confermato che l’operazione dovrà essere eseguita entro il 31 dicembre. Giovedì è prevista una nuova seduta del consiglio che deciderà importi, condizioni e prezzo. In quella stessa sede dovrebbe essere dato l’annuncio della costituzione del consorzio di garanzia guidato da Deutsche bank. La ricapitalizzazione trova un humus positivo nei conti del terzo trimestre, che sembrano voltare pagina sul passato poiché chiudono con un risultato netto positivo. È vero che si tratta di un trimestre a stagionalità favorevole (l’estate); tuttavia il segnale, analizzando le poste, può essere interpretato come il consolidamento di una tendenza già avviata, e sembra indicare dunque che la «cura Cimoli» produce gli effetti cercati.
Facciamo il confronto con lo stesso trimestre dello scorso anno. È aumentato il fatturato, più 10%; i costi, che calcolando il carburante sono cresciuti del 13%, escludendolo sono aumentati del 5%, e sono legati all’aumento di capacità; il costo del lavoro è diminuito del 10%, e la forza lavoro è diminuita di 1.759 unità, portandosi a quota 19.987. Il risultato operativo consolidato del terzo trimestre è stato positivo per 44 milioni, contro la perdita di 68 dello stesso periodo del 2004; il risultato netto, positivo per 5 milioni, è migliorato di 52 milioni. Passeggeri (250mila in più) e merci trasportati sono cresciuti del 4%, l’offerta è aumentata del 5,8%. Nei primi nove mesi il trasportato è cresciuto dell’11,3%, con un incremento di offerta del 12%. Nel trimestre è aumentato del 5,5% anche lo «yield», il provento unitario. Quanto alle tre aree di attività, i voli nazionali hanno visto un aumento di offerta del 6% e una crescita di traffico dello 0,8%, l’internazionale ha registrato una crescita di offerta dell’11,8%, con un aumento di traffico dell’11,6%, l’intercontinentale un aumento dell’offerta dell’1,6% e un aumento di traffico dello 0,3 per cento.
L’evoluzione della gestione registrata dal terzo trimestre fa prevedere alla compagnia di chiudere il 2005 con un risultato «sensibilmente migliorativo rispetto a quello del precedente esercizio»; tuttavia, visto che nel 2004 l’Alitalia finì in rosso per 812 milioni, la previsione non sembra sufficientemente indicativa. Il piano industriale aggiornato prevede il ritorno all’utile nel 2006.