Alitalia, Veltroni: "L'esecutivo si muova"

Il leader del Pd attacca Palazzo Chigi sulla questione della compagnia di bandiera: "I giorni passano ma la questione Alitalia non viene affrontata né risolta. Non ci sono né la
famosa cordata italiana, né soluzioni alternative all’orizzonte"

Roma - "Voglio denunciare il silenzio" dell’esecutivo sulla vicenda Alitalia e "chiedere al governo un’indicazione chiara su un problema drammatico per la vita pubblica del Paese". Così il leader del Pd, Walter Veltroni, torna sulla vicenda ancora irrisolta della compagnia di bandiera sollecitando l’intervento del governo Berlusconi. "I giorni passano ma la questione Alitalia - dice Veltroni - non viene affrontata né risolta. Il destino della compagnia di bandiera, dopo che si sono create le condizioni per l’abbandono della trattativa da parte di Air France, lascia spazio a rischi molto forti. Non ci sono né la famosa cordata italiana, né soluzioni alternative all’orizzonte. Più passano i giorni e meno sono le risorse per la soluzione del problema".

Prestito ponte, chiarimento con l'Ue In attesa di sapere quali saranno gli sviluppi sulla cordata italiana ormai tutta l’attenzione è rivolta al prestito ponte, oggi all’esame della Commissione Trasporti della Camera dopo il via libera dato dal Senato la scorsa settimana. Sul prestito ponte si dovrà poi pronunciare anche Bruxelles che comunque attende una risposta da parte del governo italiano ai chiarimenti richiesti: "Ci stiamo lavorando in queste ore", ha spiegato il ministro delle Politiche europee, Andrea Ronchi. Intanto nel pomeriggio si riunirà di nuovo il cda, sospeso ieri sera.

Perdite pesanti Il presidente Aristide Police attende di vedere la luce del provvedimento di salvataggio annunciato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e approvato al Cdm di Napoli che trasformerebbe in patrimonio netto i 300 milioni di euro di prestito ponte e di fatto evitare alla compagnia una ricapitalizzazione di urgenza. La norma, come è stato confermato oggi da fonti di governo, sarà contenuta nel decreto fiscale con cui il governo abolisce l’Ici e detassa gli straordinari. Le perdite 2007 su cui il cda dovrebbe togliere il velo sarebbero più pesanti del previsto lasciando al momento il destino della società appeso a un filo.