«Alitalia venduta entro luglio Allo studio le regole finali»

da Milano

Alitalia sarà venduta entro luglio e resterà compagnia di bandiera. Lo ha assicurato ieri il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa nel corso nell’audizione alla commissione Trasporti della Camera. Il Tesoro ribadisce che strategie e risorse conteranno più del prezzo offerto, «la solidità e la credibilità dei piani industriali sono ritenute condizioni inderogabili». Restano da mettere ulteriormente a punto il metodo, le regole e le condizioni, per raggiungere questo obiettivo, ora che la gara entra nella fase decisiva. Il Tesoro lo farà con una seconda lettera di procedura, su cui sta lavorando in queste ore, nella quale verranno fissate le condizioni «precisandole ulteriormente, ed eventualmente aggiungendone altre». La lettera verrà inviata nei prossimi giorni ai tre concorrenti in gara: l’italiana Ap Holding (la società del gruppo di Carlo Toto che controlla Air One), i russi di Aeroflot con Unicredit, i fondi americani Texas Pacific Group e Matlin Patterson con Mediobanca. Mai scoraggiate le offerte di stranieri, mai fatto pressioni sui candidati, chiarisce il ministro. E non c’è alcuna preferenza tra candidati industriali, fondi, e banche: «È difficile dare un giudizio a priori».
Piazza Affari sembra aver apprezzato le parole del ministro, con il titolo che ha invertito nettamente rotta, dopo le pesanti flessioni dei giorni scorsi e di ieri mattina: in chiusura, infatti, ha registrato un progresso attorno all’1%.
Secondo il ministro, serve «un piano industriale credibile», bisogna pensare «con attenzione alle risorse che verranno investite», il criterio del prezzo pagato «non deve prevalere su altri criteri che nel tempo possono contare di più per il futuro della compagnia». Il quadro delle regole e delle condizioni, già in gran parte fissato dal Tesoro, verrà quindi completato con la nuova lettera. Così verrà anche deciso quante azioni cedere (tra il 39,9% e il 49,9%). Le indiscrezioni? «Infondate». Le dichiarazioni del ministro Antonio Di Pietro? «Va chiesto a chi le ha dette. Io, come ministero azionista, credo che bisogna essere molto parchi nella comunicazione». È d’accordo il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi: «La Consob ha ragione», serve cautela nei commenti. Padoa-Schioppa ha quindi voluto chiarire che, anche allo scopo di evitare eventuali contestazioni, la procedura adottata segue criteri di trasparenza e riservatezza. La scelta dell’acquirente avverrà «con chiarezza di metodo e con disposizioni - ha spiegato - che riducano al minimo una scelta di metodo contestabile. Ad esempio, un soggetto perdente che può fare ricorso, un rilievo della Corte dei conti per procedura impropria o perché un prezzo più elevato avrebbe dovuto avere la precedenza rispetto al piano industriale. Bisogna avere certezza che non ci siano contestazioni a Bruxelles o appunti da parte dell’Autorità garante della concorrenza, deve avere robustezza rispetto a eventuali contestazioni».
Da registrare che ieri il patron di Air One, Carlo Toto, si è recato nella sede romana di Capitalia. Secondo quanto risulta al Giornale, la banca potrebbe unirsi alla cordata targata Air One.
Proseguono, intanto, le agitazioni degli assistenti di volo che ieri hanno causato la cancellazione di oltre 15 voli. La Commissione di garanzia valuterà l’apertura di un procedimento.