Alitalia verso il decollo: ok di Anpac e Up su esuberi e contratto

Raggiunto l’accordo con Cai dopo una giornata tra alti e bassi. Atteso per lunedì il via libera definitivo

da Roma

Come nella migliore delle tradizioni, con le «lancette ferme», ultimatum sforati, girandola di convocazioni a Palazzo Chigi e ribaltamento dei ruoli, la trattativa tra Cai, sindacati e governo si è avviata verso la svolta decisiva. Ieri sono stati superati tutti gli ostacoli che le potenti associazioni professionali dei piloti avevano posto in queste settimane. E che giovedì, quando la Cgil ha detto sì, sembravano insormontabili.
Mancano ancora all’appello un paio dei sindacati più restii, l’Avia che rappresenta hostess e steward e i duri dell’Sdl, ma non è escluso che lunedì, quando sono stati convocati, si accodino anche loro. La novità di ieri è stata prima il «sì» di Anpac a una proposta di compromesso avanzata da Cai e dal governo. Poi, dopo un supplemento di trattativa con Cgil Cisl, Uil e Ugl, il via libera a tutto il pacchetto che riguarda i piloti, la categoria più difficile tra quelle di Alitalia.
Il tutto è andato in scena secondo il classico canovaccio dei fine trattativa. La mattina si è aperta - oltre che con l’irrituale convocazione dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil all’ambasciata tedesca per incontrare il numero uno di Lufthansa Wolfgang Mayrhuber - all’insegna del pessimismo. Con un’associazione di assistenti di volo, l’Avia, e un sindacato forte tra il personale di terra, l’Sdl, sulle barricate. E le due sigle dei piloti che vedevano nero e bocciavano l’intesa di giovedì con la Cgil. Massimo Notaro, presidente dell’Unione piloti non vedeva progressi, anzi. «Non c’è stato alcun cambiamento». Guglielmo Epifani? «Non conosce i problemi dei piloti». Di più, «aperture non ci sono mai state», chiosava il presidente dell’Anpac Fabio Berti. Trattative resettate, quindi. Poi la convocazione a palazzo Chigi, in mattinata.
E qui le prime complicazioni. Convincere Berti e Notaro non deve essere stato facile se è vero che chi si trovava a Palazzo Chigi ha sentito Gianni Letta arrabbiarsi come non gli capita quasi mai. Quindi, sempre secondo la scadenza delle classiche riunioni sindacali all’italiana oltre che delle più intricate trattative internazionali, «lancette ferme». Non rispettato il termine delle 13, ora entro la quale Anpac e Up avrebbero dovuto dire sì o no.
Le associazioni professionali erano arrivate nella sede del governo mentre i vertici di Cai, il presidente Roberto Colaninno e l’amministratore delegato Rocco Sabelli assieme al commissario di Alitalia Augusto Fantozzi erano arrivati in precedenza. Ci sono restati tutti fino a notte inoltrata.
Quello che premeva a Berti e a Notaro era definire un contratto specifico dei piloti. Uno dei temi sui quali si era arenata la trattativa nei giorni scorsi, ma sul quale gli imprenditori della cordata avevano mostrato qualche disponibilità. Nel piano iniziale di Cai il contratto di lavoro è unico per il personale di terra, per gli uomini radar, per hostess e steward e anche per i piloti. Ieri Sabelli ha concesso l’inquadramento dei soli comandanti (ma solo su base volontaria) tra i dirigenti della compagnia che nascerà.
Soluzione accettata di buon grado dalle due associazioni. Anche perché - malignavano colleghi - i comandanti aderiscono quasi tutti all’Anpac. Comunque un sacrificio che la compagnia è disposta a fare. Anche perché - rilanciavano altre fonti vicine alla trattativa - forse non tutti sanno che i dirigenti possono essere licenziati in tronco in qualsiasi momento.
In una prima fase le modifiche al piano hanno irritato i sindacati dei trasporti che aderiscono a Uil e Ugl, che nelle loro file contano più piloti rispetto a Cgil e Cisl. E avevano già firmato un accordo che non prevedeva per i comandanti la qualifica da dirigente. Dopo un supplemento di trattativa la novità è stata accettata da tutti, e in più è passata la proposta Uil di ridurre gli esuberi di 100-150 piloti, che avranno un contratto part time.
A notte fonda ieri la trattativa su questi dettagli era ancora aperta, ma i sindacalisti seduti al tavolo davano per scontata la firma di tutte le organizzazioni nelle prime ore della mattinata di oggi. Rimangono da convincere hostess e steward di Avia e Sdl. Con loro la partita è rinviata a lunedì.
Quello di ieri, anche se l’intesa non è ancora stata siglata da tutti e nove i sindacati, si può considerare come il vero e proprio giro di boa per la nascita della nuova compagnia aerea. Questo perché il principale freno era sino a ieri costituito dalle riserve dei piloti Anpac e Up alle novità contrattuali e di rappresentanza sindacale. Il compromesso raggiunto dal governo e dai manager Cai ha accontentato gli autonomi e anche i confederali.