Alitalia, verso primo sciopero unitario contro Cai

I confederali scrivono a Gianni Letta e ai vertici della nuova compagnia di bandiera (Sabelli e Colaninno) per i nodi ancora aperti sul contratto e sulle assunzioni. E avvertono: "Se non ci saranno risposte immediate andiamo verso il primo sciopero unitario contro Cai"

Roma - Verso il primo sciopero unitario contro Cai. I sindacati confederali hanno fatto il punto dei nodi aperti sulla questione Alitalia in una lettera inviata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ai vertici di Cai (l'ad Rocco Sabelli e il presidente Roberto Colaninno) ed ai dipendenti. Per il segretario nazionale della Filt-Cgil, Mauro Rossi, "è chiaro che se a questa lettera dovesse seguire il nulla verranno avviate le procedure per arrivare allo sciopero" che nella nuova compagnia sarebbe il primo proclamato dai sindacati confederali. Parti sociali che, al contrario di associazioni di piloti, assistenti di volo e sindacati autonomi, hanno firmato gli accordi preliminari sul progetto e oggi siedono a un tavolo di confronto con l’azienda.

Ancora un tavolo Il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi, ricorda che il confronto prosegue e che lunedì prossimo i sindacati vedranno ancora l’azienda: l’ipotesi di uno sciopero, spiega, "non è già sul tavolo in queste ore". Ma in prospettiva non è esclusa. "Indubbiamente ci sono molte cose che ancora non funzionano ed è chiaro - spiega il segretario nazionale della Uil Trasporti Marco Veneziani - che se non venissero risolte si arriverà allo sciopero. Ma faremo di tutto per evitarlo: stiamo lavorando, c’è un confronto aperto".

Le motivazioni "Appare evidente come dopo la cesura e la discontinuità formalmente realizzata il 12 gennaio, ci troviamo di fronte a un modello organizzativo confuso che disorienta tutti i lavoratori e crea tensioni sempre più marcate tra questi e le varie linee di comando che non di rado assumono atteggiamenti lesivi della dignità e sicurezza dei lavoratori. Ciò è dovuto a un ruolo verticistico e personalistico che l’azienda ha voluto darsi sin dall’inizio, che non si coniuga con il governo di un sistema così complesso e articolato come l’insieme delle società del gruppo Alitalia-Air One". Fra le altre cose, dall’incertezza sul futuro di Atitech all’esternalizzazione dei servizi fino a possibili nuovi esuberi per la fusione con Airone, i sindacati segnalano che "non è più rinviabile un intervento in favore dei lavoratori in Cigs su brevetti, certificazioni e licenze garantendo il mantenimento degli stessi utilizzando le previsioni dell’accordo di Palazzo Chigi che individua perfino lo strumento, ricacciando maldestri tentativi di trasformare formazione e addestramento, con significativi effetti sulla sicurezza in un business intriso di larghe zone grigie".