Alitalia, vertice tra cda e sindacati L'Anpac: "Trentasette aerei a terra"

I sindacati hanno incontrato i vertici della compagnia di bandiera. L'appello di Bonanni a imprenditori e banche: "Alleanza con un partner internazionale". La Ue: dubbi sul prestito ponte. Monito dell'Fmi: "Niente aiuti di Stato". Ryanair pronta a fare ricorso

Roma - Alitalia ha bisogno di decisioni rapide che prevedano "assetti proprietari certi, proposte industriali di ampio respiro, un nuovo patto con e per il paese e solidità finanziaria". Lo hanno sottolineato i sindacati nel corso dell’incontro che hanno avuto oggi con l’azienda evidenziando, inoltre, "l’indispensabile rapido completamento del cda e il riassetto del management". In attesa dell’insediamento del nuovo governo, i sindacati sono impegnati per rassicurare i passeggeri sull’assoluta certezza di poter disporre di tutti i collegamenti previsti dalla programmazione dei voli per la stagione 2008 e rafforzare il presidio su tutti i segmenti delle attività commerciali e operative.

Fmi: "Problemi da risolvere sul mercato" Secondo il Fondo Monetario Internazionale le situazioni di dissesto finanziario delle compagnie aeree vanno risolte sul mercato e sulla base di logiche di mercato, evitando il ricorso a aiuti di Stato. "Vale per il settore del trasporto aereo come per tutti i settori", ha affermato il direttore delle relazioni esterne dell’Fmi, Massod Ahmed, nel corso di una conferenza stampa. Oltre al caso Alitalia, nelle ultime settimane si sono registrati diversi casi di ricorso alle procedure concorsuali da parte di vettori americani, finiti in difficoltà a seguito dei forti rincari dei costo del carburante. Ahmed ha precisato di parlare a titolo generale e di non voler entrare nei casi specifici, "specialmente su compagnie - ha detto - su cui sono in corso procedure di cessione".

Nel 2008 37 aerei a terra "Nell’arco del 2008 si metteranno a terra 37 aeromobili". L'ha dichiarato il presidente di Anpac, Fabio Berti, al termine dell’incontro tra Alitalia e i sindacati. Il numero "coincide esattamente - ha spiegato Berti - con il numero di aerei che si dovevano fermare nel piano Air France, escluso il cargo". Gli aerei che dovrebbero restare a terra nel corso dell’anno sarebbero, secondo quanto si apprende, 16 MB80, quattro Atr, 14 Embraer 145 e tre 767.

Presto nuovo ad di Alitalia Presto sarà nominato un nuovo amministratore delegato, scelto di concerto con il prossimo ministro dlel’Economia. E’ quanto ha detto il presidente della compagnia, Aristide Police, durante l’odierno incontro con le organizzazioni sindacali secondo quanto riferito da Andrea Cavola, segretario nazionale dell’Sdl. "Police ha detto che sarà nominato a brevissimo un amministratore delegato. La nomina sarà fatta di concerto con il nuovo ministro dell’Economia", ha detto Cavola al termine dell’incontro.

Ue: "Dubbi sul prestito ponte" Da Bruxelles non arrivano buone norizie: "Sul prestito ponte sono necessari ulteriori chiarimenti. Per il momento abbiamo forti dubbi". In particolare, il commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, ha fatto sapere che l'Unione europea vuole sapere se si tratta di un’operazione commerciale o sono coinvolti degli aiuti di Stato. Ieri la Commissione Ue ha ricevuto ieri dal governo italiano una lettera e altri documenti sulle misure prese per l'aviolinea italiana. "E' chiaro che nei prossimi giorni invieremo alle autorità italiane una lettera in cui esprimeremo una serie di dubbi sulla natura delle misure", ha continuato Barrot facendo sapere che l'Ue chiederà "ulteriori informazioni": "Vogliamo capire se si tratta di un’operazione commerciale o se ci sono elementi che riconducono ad aiuti di Stato".

La replica di Palazzo Chigi Il governo, "in relazione alla lettera di oggi della commissione europea sul prestito di 300 milioni di euro ad alitalia, conferma che fornirà, entro i 10 giorni lavorativi indicati nella lettera, le informazioni richieste e, a garanzia della certezza giuridica dell’intervento, espleterà le procedure previste dal trattato". Questa la nota diramata da Palazzo Chigi dopo i dubbi espressi dalla commissione europea.

Bonanni: "Serve una cordata solida" "Quando capiremo bene la proposta daremo un giudizio. Riteniamo importante che ci sia una solida cordata italiana fatta di imprenditori, banche e anche un’alleanza con un partner internazionale". Non vuole sbilanciarsi il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, a proposito del futuro di Alitalia. Quel che è certo è che Cisl e Uil stanno prendendo le distanze da una Cgil che accusa Berlusconi di essere "entrato a gamba tesa nella vicenda difendendo l’italianità e dicendo no alla soluzione Air France". Proprio in riferimento ai tagli paventati dal leader del Pdl, il segretario generale della Cisl minimizza con un "Siamo agli strascichi della campagna elettorale che ha inquinato in modo irresponsabile la vicenda Alitalia". Tuttavia Bonanni ci tiene a sottolineare che, per il bene della compagnia di bandiera, serve "una cordata solida".

Anpac: "La cordata c'è" "La cordata di imprenditori italiani per rilevare Alitalia c’è, sono certo di questo anche perchè informalmente si stanno facendo vivi". Il presidente dell’Anpac, Marco Berti, parla di "precontatti anche a livello sindacale per cercare di verificare quali sono i margini di manovra". La cordata, secondo Berti, "è certamente una cosa positiva, una alternativa importante, non si potrà discostare molto dalle linee industriali delineate fino a oggi, centrate sull’ottimizzazione del network, per cui non ci saranno gran sconvolgimenti, l’importante è che ci siano investitori nuovi". In merito ai pesanti tagli del personale prospettati ieri dal Cavaliere, Berti rileva di aspettarsi la "necessità" di fare tagli: "Berlusconi però ha anche detto che il piano air france non era accettabile perchè troppo restrittivo". I tagli, argomenta Berti, "ci saranno, ma saranno gestiti sicuramente in modo meno traumatico e non potranno essere così pesanti come quelli proposti da AirFrance".

Wall Street Journal: "No al prestito ponte" Il commissario europeo ai trasporti, Jacques Barrot, dovrebbe sbarrare la strada al prestito ponte da 300 milioni di euro varato dal governo per Alitalia: "ricevuta la notifica - afferma oggi il Wall Street Journal, nella rubrica breaking views - può e deve respingere" il piano. E se Roma dovesse tirare dritto l’Ue dovrebbe avviare una procedura di inflazione, posto che la questione richiederebbe mesi, perchè secondo il quotidiano finanziario Usa questo prestito "ha tutta l’aria di un aiuto di Stato, illegale". E "all’Italia non dovrebbe esser consentito di farsi beffe delle normative Ue". L’Italia potrebbe argomentare che si trova nella necessità di prevenire il caos che si avrebbe con cancellazioni di voli a catena, "ma il governo deve affrontare le conseguenze del suo rifiuto di prendere decisioni difficili" su Alitalia.