Alitalia, il "Wall Street Journal" boccia il governo

"Privatizzazione verso il disastro". È l’impietoso titolo di apertura scelto oggi dal Wsj,
secondo cui l’asta voluta dal governo appare a rischio. Il quotidiano
americano definisce la compagnia italiana un "brutto anatroccolo"

Milano - «Privatizzazione di Alitalia verso il disastro». È l’impietoso titolo di apertura scelto oggi dal Wall Street Journal, secondo cui tra «crescenti scetticismi» sulle prospettive del vettore di bandiera da parte dei pochi possibili offerenti rimasti, l’asta voluta dal governo appare a rischio. Il quotidiano americano, che non è mai stato tenero con la compagnia italiana, rileva come «Alitalia è considerata un brutto anatroccolo perfino in un settore bersagliato come quello del trasporto aereo. Negli ultimi 17 trimestri ne ha chiuso uno solo in utile, si ritrova con una flotta vecchia e inefficiente ed è tormentata dalle vertenze con il personale».

«Ieri - si legge - uno dei due offerenti rimasti, il consorzio guidato dalla russa Aeroflot, ha fatto sapere di non esser pronto a pagare il prezzo che ritiene il governo italiano voglia chiedere, precisando che per ora non abbandona la gara. La scorsa settimana il numero uno dell’altro consorzio, la Ap Holding (dell’imprenditore Carlo Toto) che controlla Air One, si è lamentato di non poter approntare un’offerta perchè ancora non ha a disposizione alcune informazioni finanziarie cruciali su Alitalia che aveva richiesto». Secondo il Wsj «molti dei problemi che affliggono la compagnia, dai continui cambi dei vertici, alla facilità con cui i sindacati proclamano scioperi, solo legati alla proprietà pubblica. Con lo Stato sempre pronto a immettere contanti, spesso sono state rinviate le dure misure di risanamento necessarie».

Adesso, «nel suo rapporto Deloitte rileva che il Tesoro ha chiesto al management di Alitalia di preparare un piano triennale. Precedentemente - nota il quotidiano - non vi era traccia di piani di contingenza. Ma con i due offerenti rimasti che esprimo dubbi, il governo si deve adoperare per trovare un ’piano B’. Se la cessione fallisse», e dovendo rispettare le normative Ue «ci sarebbe poco spazio - conclude il Wsj - per iniettare altri fondi nel vettore e permettergli i continuare a volare».