All’Accademia tre secoli di storia ligure

La pubblicazione del nuovo libro «Processi verbali»

Da oggi è più facile consultare gli archivi dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere grazie al lavoro di due studiose che hanno aggiunto un indice dei nomi tramite il quale si possono individuare personaggi che tra il 1700 e il 1800 si segnalarono nella nostra città per cultura o per cariche istituzionali. A realizzare questo risultato, che è di grandissimo valore per i ricercatori accademici e non, sono state Angela Franca Bellezza e Silvana Medini Damonte che hanno pubblicato «Processi verbali dell’Istituto Nazionale per gli anni dal 1798 al 1806» per le edizioni della Biblioteca Universitaria.
L’Accademia Ligure di Scienze e Lettere (che ha sede a Palazzo Ducale) è l’istituzione genovese che, per importanza storica e culturale, è seconda soltanto all’Università degli Studi. L’istituzione fu fondata il 4 novembre 1798 con il nome di Instituto nazionale, poi nel periodo napoleonico fu chiamata Accademia Imperiale di Belle arti, finché nel 1814 ebbe la denominazione definitiva di Accademia delle scienze, lettere e arti di Genova. Fu il docente universitario professor Pietro Scotti, per anni segretario generale dell’Accademia, ad iniziare la raccolta di documenti, relativi alla storia della prestigiosa istituzione, che ora viene integrata con il nuovo volume.
La nascita del sodalizio, che aveva carattere di Accademia ma anche di centro per la istruzione pubblica, coincide con il clima culturale illuministico che segna il passaggio dalla cultura circoscritta alla classe dei nobili a quella più allargata della borghesia, legata alla ricerca universitaria e finalizzata alla diffusione del sapere. Emblematica in questo senso è la frase che appare nel manifesto programmatico «Venite a cooperare alla pubblica felicità».
Purtroppo l’istituzione si chiuse nel 1814, ma non tardò a ricostituirsi consociandosi all’Unione Accademica Nazionale e il suo ultimo statuto fu approvato il 7 dicembre 1951.
Questi «Processi verbali», pubblicati grazie alla certosina pazienza, sostenuta da una rara competenza filologica delle curatrici, sono preziosi non solo per la storia dell’Università di Genova e dell’odierna Accademia, ma anche per la conoscenza della cultura ligure dalla Rivoluzione francese all’Impero napoleonico.