All’Acquario crescono le tartarughe

Marzia Fossati

Fiocchi rosa all’Acquario di Genova. O forse azzurri. È ancora difficile distinguere il sesso delle minuscole ma già indipendenti tartarughe che snobbano i genitori standosene per i fatti loro, forse perché la casa ce l’hanno già.
Da ieri, all’interno della Grande Nave Blu, il corpo centrale dell’Acquario di Genova, un nuovo terrario sito proprio all’ingresso dell’area espositiva dedicata al Madagascar, il segmento di continente africano staccatosi milioni di anni fa sviluppando una straordinaria diversità di flora e fauna esclusive di quest’isola, ospita cinque esemplari di testuggine aracnoide, due di tartaruga elmetto, oltre a due coppie di iguane malgasce.
Alcune di queste tartarughe sono appunto cuccioli nati proprio all’Acquario di Genova, che grazie ad una convenzione con l’Università di Antananarivo e al progetto Shellshock, ha importato direttamente dall’isola africana alcuni esemplari di questi animali per farli riprodurre in cattività, per la prima volta, e scongiurarne così l’estinzione.
Shellschock è infatti in prima linea contro la minaccia di estinzione seriamente corsa in questi anni da 128 specie di tartarughe su un totale di 272 esistenti, e attraverso la raccolta fondi e la vendita di oggetti tematizzati nel nuovo Gift shop della Nave Blu, ha già finanziato diverse attività volte alla salvaguardia di questi lentissimi animali.
Il nuovo terrario, così come l’intera area espositiva dedicata al Madagascar, è il risultato di un pluriennale progetto di ricerca della Fondazione dell’Acquario di Genova che ha portato il biologo Fabio Mattioli, insieme ad altri colleghi, a partecipare a diverse spedizioni in loco, durante una delle quali è stata anche scoperta una nuova specie di camaleonte.
Nel corso dei prossimi mesi, la neonata vasca verrà arricchita di altre specie, tra testuggini, gechi, lucertole e camaleonti, tutte endemiche del Madagascar.
Così questo segmento di Africa incastonato nel porto di Genova andrà a rimpinguare ulteriormente la sua già nutrita schiera di ospiti unici al mondo. I coccodrilli fluviali, le rane fluorescenti, i gechi dalla coda piatta e l’intera famiglia degli abitanti di questa isola artificiale, sono infatti tutti esemplari endemici del continente malgascio, estinti da milioni di anni o mai esistiti in altre parti del globo, il che sta a significare, in breve, che esistono solo due posti dove poterli ammirare: a casa loro o all’Acquario di Genova che, per chi ancora non lo sapesse, non è solo per i pesci.