All’Antitrust il dossier contro le Poste

da Milano

Il dossier dell'Abi contro Poste italiane passa da Bankitalia all'Autorità Antitrust che ora deve valutare l'eventuale apertura di un'istruttoria. L'Abi, nei giorni scorsi si è rivolta alla commissione Ue, ma già a ottobre aveva consegnato a Bankitalia «uno specifico studio sull'attività di Poste nel quale sono evidenziati gli elementi che hanno consentito», a Bancoposta, «l'offerta di condizioni vantaggiose rispetto al sistema bancario».
Con l'entrata in vigore della riforma del risparmio, che sposta competenze da Bankitalia all'Antitrust, l'autorità presieduta da Antonio Catricalà assume una piena competenza a valutare la concorrenza tra Poste e banche. Secondo il documento dell'Abi, consegnato mercoledì all’Autorità, Poste italiane «gode di una serie di benefici, gravanti tra l'altro sul bilancio dello Stato e non più giustificati dalla sua natura privatistica, che impattano in maniera significativa sui mercati in concorrenza con il sistema bancario». L'Abi ricorda che «negli ultimi 5 anni Poste ha registrato l'apertura di oltre 3,3 milioni di nuovi conti correnti postali, pari ad oltre il 10% del totale dei conti correnti bancari, con un incremento rispetto al 1999 del 725%».
Sono quattro, in particolare, gli aspetti che secondo l’Abi rendono sleale la concorrenza delle Poste: insufficiente separazione contabile tra i servizi finanziari e quelli legati al servizio universale; mancato obbligo di applicazione dei ratios patrimoniali né ai limiti per la concentrazione dei rischi previsti per le banche. Sotto accusa anche la remunerazione al tasso del 4,35% (livello «fuori mercato» della raccolta depositata da Poste su un conto del ministero dell'Economia (azionista di riferimento), e le condizioni migliori in relazione al collocamento di titoli di stato.
Intanto secondo alcune fonti bancarie, già oggi il Consiglio dei ministri potrebbe pronunciarsi sulla proroga dell'entrata in vigore dell'obbligo per le banche di un prospetto informativo in caso di emissione di bond, previsto dalla nuova legge sul risparmio. L'Abi ieri sera ha chiesto una proroga di due mesi. Fino a oggi le banche erano chiamate a realizzare un documento molto più snello, il cosiddetto foglio informativo, in caso di emissione di prestiti obbligazionari. I tempi di preparazione dei bond con i prospetti, quindi, potrebbero allungarsi di molto.