All’asta uno Schiele «scandaloso» e miliardario

È stato esposto nelle scorse settimane anche a Milano, a Palazzo Amman, sede del Dorotheum, e andrà all’asta martedì 29 maggio nella sede viennese della casa d’aste che festeggia il suo trecentesimo anniversario, un importante nudo di Egon Schiele, l’artista austriaco nato nel 1890 e morto a soli 28 anni. Questo pezzo, straordinario per espressività, lo è anche per valore economico: la stima è di 4 milioni di euro, e surclassa altri dipinti di prestigio in calendario per la stessa asta, a cominciare da un Picasso valutato 200mila euro e da un Soutine (390mila).
È un disegno a guazzo, con acquerello e gesso nero, 30 centimetri per 46. Rappresenta una Donna sdraiata con scarpe verdi, è firmato e datato 1917, l’anno precedente quello della morte dell’artista. Si tratta di un’opera della piena maturità, di grande intensità sia per il segno, nervoso ed energico, sia per la provocazione del corpo nudo, ripreso dall’alto con le gambe aperte. Lo studio è stato pubblicato sul catalogo completo di Schiele di Jeane Kallir (New York, 1990) ed è stato esposto a New York nel 1978 e a Roma, al Vittoriano, nel 2001. La provenienza attuale non viene rivelata: si sa soltanto che si tratta di una collezione privata europea, dove il dipinto è approdato dopo una permanenza di una ventina d’anni presso collezionisti statunitensi.
La stima milionaria di quest’opera non deve sorprendere: Schiele in questi anni è stato battuto alle aste internazionali a prezzi crescenti, e sempre sbalorditivi: lo scorso anno due figure sdraiate, di dimensioni leggermente più piccole di quella ora proposta a Vienna ma eseguite nello stesso 1917, sono state battute da Christie’s a Londra, in febbraio, a 7,3 milioni di dollari (contro una stima di 3,2-4,4) e dalla stessa Christe’s a New York, in novembre, a 11,2 milioni (contro una stima di 6-8).
Nella stessa seduta dell’8 novembre 2006 un altro guazzo firmato, intitolato La sognatrice (1911), è stato aggiudicato per 5,6 milioni di euro, mentre altri disegni guazzo-acquerello-carbonicino-matita sono stati venduti, nell’arco degli ultimi dodici mesi, tra i 2,7 e i 4,2 milioni di euro.