All’Ateneo di Bari cellulari in cambio della preferenza

Bepi Castellaneta

da Bari

Non solo slogan, non solo programmi, non solo proclami accompagnati dai manifesti di rito e dai soliti volantini in salsa elettorale: sugli studenti chiamati alle urne per le elezioni universitarie di Bari fissate per il 22 e 23 novembre piove infatti un po' di tutto, comprese feste e festicciole. E così insieme a qualche sana dichiarazione di intenti arrivano anche allegri free drink nei locali più alla moda della città, per non parlare di ricariche telefoniche o buoni sconto nei negozi convenzionati con le associazioni, dove si può ottenere un prezzo ritoccato del dieci per cento.
Accade all'ateneo, dove le elezioni stanno facendo discutere parecchio. E non solo perché oltre sessantamila studenti si dovranno pronunciare sui loro rappresentanti nei vari organismi universitari, ma anche perché in queste ore abbondano iniziative mirate a conquistare voti, vuoi sotto forma di serata danzante o vuoi attraverso un'agevolazione al cinema. Fatto sta che in tempi di elezioni le sigle studentesche si sono scatenate. E a quanto pare non badano a spese, visto che per spiccare il volo nella graduatoria delle più votate organizzano di tutto. L'appuntamento che va per la maggiore è la festa in discoteca con annessi drink. «Più che una discesa in campo è stata una discesa in pista», mormorano con ironia tra i corridoi dell'università. Anche perché in effetti le feste si sprecano: non c'è giorno che venga meno l'appuntamento mondano di turno, salvo il venerdì e sabato. Il motivo: i tanti fuorisede di quella che rimane una delle principali università del Sud Italia tornano a casa. Ovviamente, il pezzo forte delle festicciole è la musica. Ma non mancano i cocktail, a volte assolutamente gratuiti e altre volte serviti al bancone a un prezzo più o meno simbolico. Ma non è tutto. Perché la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'offerta di ricariche telefoniche messe a disposizione delle associazioni studentesche dietro la presentazione di un documento. In buona sostanza, si tratta di una vera e propria scheda nuova di zecca, con annessi numero di telefono e, tanto per non badare a spese, cinque euro di credito.
Il tutto nei corridoi dell'università, dove qualche giorno fa sono apparsi persino manifesti che reclamizzavano l'offerta e dove era possibile trovare un apposito banchetto per non lasciarsi sfuggire l'occasione. Insomma, qualcosa di simile a un centro prenotazioni. E in effetti, la scheda viene ordinata: bisogna lasciare la fotocopia di un documento e nel giro di qualche giorno si è accontentati. La cosa ha innescato aspre polemiche tra comuni elettori rimasti sbigottiti. «Sembra di essere tornati ai tempi della vecchia politica, quella dei buoni di benzina o di pasta e caffè», attaccano gli studenti delusi. I quali contestano la strategia delle feste e degli omaggi, e ripetono che «se il buon giorno si vede dal mattino c'è poco da stare allegri».