All’Auditorium il corno francese di Vlatkovic

La più grande aspirazione di un cornista consiste, salvo eccezioni, nel raggiungere il primo leggio. Il repertorio solistico per corno francese esiste, ma è piuttosto ridotto, risulta quindi un’impresa per un cornista poter sfondare senza legare il proprio nome all’orchestra di turno. Ma Radovan Vlatkovic c’è l’ha fatta. Di Zagabria, qualche anno in orchestre di rango come primo corno, Vlatkovic s’è messo in proprio, sfidando le convenzioni di carriera. E s’è imposto come uno dei cornisti più interessanti del nostro tempo, richiesto come insegnante dalle scuole più titolate. Da stasera (ore 20.30) Vlatkovic è a Milano ospite dell’Orchestra Verdi, nell’Auditorium in Largo Mahler dove ritorna domani (ore 20) e domenica (ore 16). In programma il Primo concerto in mi bemolle maggiore di Richard Strauss a cui dedicò due Concerti più una serie di passi a solo.
Sul podio, Helmut Rilling, classe 1933, di Stoccarda, interprete di riferimento del repertorio settecentesco, gigante per tutto ciò che concerne Johann Sebastian Bach e quindi pure in sintonia con il Romanticismo classico di Felix Mendelssohn, di cui ricorrono due secoli dalla nascita. Bicentenario che la Verdi festeggia ponendo a cornice di Strauss, l’Ouverture Le Ebridi e la Prima Sinfonia di Mendelssohn. L’appuntamento apre dunque con il paesaggio arcano che il compositore ricava ritraendo la grotta di Fingal sull’isola di Staffa, nelle Ebridi interne. Si respira il senso di mistero e d’immensità della natura così cari a un Romanticismo che Mendelssohn declinò originalmente, l’indole di un creativo disciplinato, precocissimo: completava la sua prima Sinfonia a quindici anni e la dirigeva a venti.