All’Auditorium Ginevra Di Marco presenta l’ultimo cd, un omaggio alla cultura musicale dell’Europa dell’est

Stasera Ginevra Di Marco presenta il cd all’Auditorium. «Donna Ginevra», da oggi nei negozi, è un omaggio alla musica d’autore. Un disco che non si discosta, nell’intento e nella scelta stilistica, dal precedente «Stazioni Lunari prende terra a Puerto Libre». Proprio da quel lavoro, pubblicato nel 2006, prende il via la ricerca fra i canti della tradizione popolare spesso dimenticati: un viaggio tra Romania, Ungheria, Grecia, Balcani, Macedonia, Portogallo, Bretagna, Messico, Cile, tra gli italiani del Sud e quelli di Toscana. Arrangiamenti e rivisitazioni (realizzati con l’apporto di Francesco Magnelli) volti a coinvolgere il pubblico con il calore e il sapore delle feste di paese, delle danze, della musica cantata dalla gente. C’è spazio anche per i cantautori, tant’è che il disco si apre con «Terra mia», che Pino Daniele cantò alla fine degli anni ’70, e affronta il repertorio di Luigi Tenco con «Io sì». Tra le curiosità, un antico brano rivisitato e intitolato «Il crack delle banche»: riferito in origine allo scandalo della Banca Romana di fine Ottocento, il canto si potrebbe facilmente adattare alla realtà di oggi. Sul palco con Ginevra Di Marco ci saranno il già citato Magnelli, al piano e ai «magnellophoni», Andrea Salvadori a chitarra e tzouras e Luca Ragazzo alla batteria. La collaborazione di lunga data con Magnelli ha dato frutto inizialmente alla sonorizzazione del film muto «Il fantasma dell’opera», poi al debutto discografico della cantante con «Trama tenue», nel 1999. Tra le collaborazioni più interessanti quella con Max Gazzè, in studio e dal vivo, e la partecipazione all’album-tributo a Robert Wyatt.