Via all’aumento Bpm, elettrochoc in Borsa

Piazza Affari fa a pezzi Bpm nel giorno dell’avvio dell’aumento di capitale da 800 milioni: dopo l’iniziale euforia, ha prevalso il lunedì nero del listino (-3,8% l’indice Ftse Mib) e il titolo ha chiuso in calo del 5,85% a 0,447 euro schiacciato dagli «arbitraggi» con i diritti d’opzione legati alla ricapitalizzazione. Ma c’è da immaginarsi anche la fatica profusa dal direttore generale Enzo Chiesa per spiegare agli investitori internazionali le «particolarità» della governance di Piazza Meda e il peso esercitato dai dipendenti-soci sulle stesse promozioni: ieri il road show era a Londra per alcuni incontri one-to-one, poi toccherà New York , a Boston e Milano.
Lo stesso banchiere, vicino alla Uilca, è peraltro stato tenuto incollato pro-tempore alla direzione generale dalla soluzione compromesso trovata dal nuovo king maker di Bpm Andrea Bonomi, malgrado Bankitalia avesse preteso l’assoluta discontinuità nella gestione della banca. La Vigilanza aveva affidato il diktat a una lettera-ghigliottina per le speranze di Chiesa di diventare capo azienda, come invece avrebbero voluto i dipendenti-soci che in assemblea hanno portato al trionfo Bonomi con la prospettiva di avere Chiesa come «garante» della cooperativa. Clima da lunghi coltelli poi tra i sindacati interni mentre si aprono le urne per il rinnovo degli Amici: il listone comune di Fisac e Uilca si è allargato ai dissidenti Fabi e Fiba, sostanzialmente commissariate dalle rispettive segreterie nazionali e intenzionate a creare un’associazione «bis».
Quanto a Piazza Affari, in apertura le azioni Bpm erano rimaste congelate al rialzo (+30% teorico) per poi segnare un balzo del 3% a metà mattina. A scatenare lo strappo, stando alle sale operative, la mossa di quanti hanno venduto i diritti d’opzione (in apertura valevano 1,006 euro, poi sono caduti a 0,60 euro) per reinvestire il ricavato direttamente in azioni Bpm a prezzi stracciati. Lo stesso Bonomi vuole portarsi al 10%. Alla fine ha però prevalso la paura del listino e Bpm ne ha pagato le conseguenze.