All’entroterra servono santi nel capoluogo per poter sopravvivere

(...) Questi comportamenti mi portano a dare ragione al dottor Sergio Castellaneta (vedi il Giornale del 2/11/2006) che denuncia l’assenza di Fi o della Cdl fuori Genova. Lui parla delle alture di Genova, io mi allargo alle vallate. A suo tempo qui sono venuti «ganascia» Giancarlo Mori e, dopo, Marta Vincenzi: hanno dispensato sorrisi a profusione, ma di Fi nessuno. Siamo abbandonati a noi stessi anche se i nostri voti servono e sono ben accetti. Perché scrivo a lei? Perché con il contatto diretto con Fi non ho risolto nulla per questo paese che vedo, poco per volta, morire. Di Fi leggo di persone in prima linea in Regione come Luigi Morgillo, Matteo Rosso, Giuseppe Costa, Michele Scandroglio, c’è poi Gianni Plinio di An, oltre a una simpatica B. Lorenzin che convergono tutto il loro sapere e lavoro per Genova e basta. Sono scoraggiato. Tutta la mia famiglia ha sempre votato Fi ma francamente comincio ad avere tanti dubbi specialmente quando vedo che Propata (Giunta di sinistra) per la gente qualcosa riesce a fare come anche Gorreto, Cogorno, ecc. Evidentemente hanno i loro santi a Genova e in qualche modo provvedono. Finisco. Continuerò a leggere il Giornale (ho iniziato con Montanelli) con animo sereno e ottimistico, ma fortemente deluso dall’atteggiamento di Fi e Cdl verso l’entroterra genovese. Per il mio lavoro sono stato in Paesi di quattro continenti (esclusa l’Oceania) e per quanto ho visto mi sono rifugiato in questo paesino da pensionata Inps con 35 anni da me pagati e senza benefici da amianto (è una «truffa!) o quant’altro.
P.s. Messaggio per il Presidente Cav. Silvio Berlusconi: un caro e sincero augurio di pronta guarigione. Le dico solo di non fermarsi a perdere tempo per tirare sassi ai cani che abbaiano contro. Saranno sempre e comunque cani, pur con tutto il rispetto per i fedeli amici dell’uomo.
Abitante dell’entroterra