All’esordio tra le polemiche due nuove Spa

Daniele Petraroli

Aumentano le società del Comune di Roma. Alle 29 controllate o partecipate dal Campidoglio se ne stanno per aggiungere altre due tra le polemiche dell’opposizione. Ieri è stata la volta di «Roma entrate spa», la cui costituzione è stata approvata dal Consiglio comunale. È atteso per oggi, invece, il sì per la spa «Servizi azionista Roma». Entrambe saranno società di diritto privato anche se di proprietà comunale al cento per cento. La prima si occuperà del servizio di riscossione tributi di cui il Comune ha deciso di riprendere il controllo dopo il flop della «Gemma», indebitata per milioni di euro. Più complesso il ruolo della seconda. «Servizi azionista Roma» dovrà occuparsi di controllare le società del Campidoglio. Fino a oggi la loro attività era gestita dal XV Dipartimento. Ma ora essendo diventato improbo il suo lavoro la Giunta ha deciso di delegarne le funzioni a questa nuova spa.
Grande euforia tra la maggioranza di centrosinistra. «Con la costituzione di una società ad hoc per il recupero degli arretrati - ha spiegato l’assessore al Bilancio Marco Causi riferendosi a “Roma entrate spa” - l’amministrazione si dota di uno strumento operativo a totale controllo pubblico che consentirà il miglioramento qualitativo dell’azione di accertamento, in modo coerente con la scelta politica di strutturare le entrate proprie come il perno prioritario delle politiche di bilancio del Comune di Roma». La motivazione che ha spinto la Giunta a creare «Servizi azionista Roma» vanno ricercate nella difficile situazione del XV Dipartimento. Questo è quanto trapela dal Comune. Addirittura, secondo il Campidoglio, mancherebbero «personale e professionalità idonee» a questo tipo di lavoro nel XV Dipartimento. Un Dipartimento, è bene sottolinearlo, che conta però tra i 28 e i 29mila dipendenti. Dunque la situazione è un po’ più complessa di quel che vuole far intendere il Comune. Meglio, le motivazioni che hanno portato alla creazione di queste due nuove spa sono ben diverse. E vanno ricercate nelle assunzioni che queste società potranno fare nel prossimo futuro.
In tal modo, infatti, il Campidoglio potrà aggirare le regole dettate dal governo sulle assunzioni di nuovo personale. Inoltre potrà farle, cosa ancora più importante, senza ricorrere ad alcun concorso pubblico. Cioè, per rendere ancora più esplicito il concetto, potrà assumere chi vuole senza fornire spiegazioni. A questo punto, però, bisogna distinguere tra le due. Se «Roma entrate spa» potrà utilizzare, come già anticipato da Causi, le professionalità in esubero da «Gemma», circa 320, la stessa cosa non può dirsi per «Servizi azionista Roma». Soprattutto per questa, quindi, si dovrà provvedere a costituirla ex novo. Un presidente, un consiglio d’amministrazione, un consiglio del revisore e così via. Il capitale pubblico, inoltre, è di soli 300mila euro. Così il XV Dipartimento, da cui dipenderà la nuova società, dovrà di volta in volta, rifinanziarla di nuovo. Aggiungendo così una nuova spesa per controllare le società già in perdita del Comune. «È un vero paradosso - commenta il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Roberto Lovari -. Non si fa altro che aggiungere una nuova spesa per gestire le spese fatte male del Campidoglio. Questa nuova società non fa altro che evidenziare il fallimento delle aziende municipalizzate. C’è inoltre il pericolo della centralizzazione. In tal modo, infatti, faranno tutte direttamente capo al Comune».