All’Europa sprecona due sedi non bastano

Continuiamo a chiamarla Ue come Unione Europea, ma in futuro potremmo anche ribattezzarla Ssf, ovvero «Scialo Senza Frontiere». Per capirlo basta dare un’occhiata ai faraonici progetti per la costruzione del nuovo «europalazzo» destinato a ingoiare oltre un miliardo di euro scuciti ai contribuenti del vecchio continente.
La nuova corte delle meraviglie servirà a dare un tetto alla legione di traduttori, scrivani, azzeccagarbugli - e chi più ne ha più ne metta - chiamata a far da dispendiosa appendice a Europarlamento e Commissione Europea. Per sistemar armadi e scrivanie di questa massa di «euro funzionari» i zelanti architetti dell’Unione hanno già pronto il progetto per un nuovo edificio da 288 mila metri quadrati. E naturalmente non pensano di edificarlo né a Bruxelles, né a Strasburgo - le due sedi separate dell’Europarlamento già fonte d’innumerevoli sprechi - ma bensì di regalarlo a quella ricca Lilliput europea chiamata Lussemburgo. Del resto perché scialare meno quando si può sprecare di più. Edificando la nuova sede a Bruxelles rischieremmo di sistemare funzionari e impiegati a due passi dal Parlamento, a un tiro di schioppo da quel palazzo di Berlaymon dove risiede la Commissione, ovvero il governo dell’Unione. Rischieremmo, insomma, di risparmiare i 255 Euro di rimborso spese, più pasti e sistemazione alberghiera, garantiti agli efficientissimi e zelanti euroburocrati ogni qualvolta affrontano le 3 ore di viaggio necessarie per raggiungere Bruxelles.
Rischieremmo di sottrarre alla Biribin Limousine, una compagnia privata specializzata nel trasporto di parlamentari ed euro-burocrati, i quattro soldi guadagnati con i sofferti contratti da 5milioni e 250mila euro stipulati nel 2009 per garantire auto blu all’altezza e soprattutto - come spiega il sito della società - «assoluta discrezione». Rischieremmo -insomma - d’infliggere un severo taglio ai 200 milioni di euro spesi per scarrozzare a destra e a manca i preziosi rappresentanti europei e i loro insostituibili spicciafacende.
Troppo facile. Troppo economico. Meglio sistemarne qualcuno in Lussemburgo. Meglio dilapidare un altro miliardino di euro spillati dalle nostre tasche. Meglio costruire un palazzo nuovo di zecca in quella minuscola e disagiata «bancopoli» lussemburghese dove una disgraziata decisione risalente agli albori dell’Unione ha già domiciliato il Segretariato della Commissione Europea. Del resto perché rimediare agli errori. Grazie alla dislocazione del Segretariato nel Lussemburgo l’Euro Assemblea è ancora oggi l’unico Parlamento al mondo diviso tra tre sedi diverse. E questo le garantisce una meritata citazione nel Guinness degli sprechi. Grazie alla costruzione del nuovo edificio l’Unione Europea potrà mantenersi all’altezza della propria reputazione. E consolidare, mentre tutti i paesi membri stringono la cinghia e tagliano i bilanci, la fama di pozzi senza fondo riconosciuta alle proprie istituzioni. Grazie a quei 288mila metri quadrati - destinati a venir inaugurati già nel 2016 - la falange degli euroburocrati potrà vantare case, palazzi, uffici e sedi per un totale di oltre 25 milioni di metri quadrati. Vi sembra poco, non riuscite a realizzarne l’enormità? Provate a pensare a 250mila appartamenti da cento metri quadrati l’uno, provate ad immaginare uno spazio abitativo sufficiente ad alloggiare un milione e 250mila persone. Provate ad immaginarvi una città abitata solo da burocrati. Eppure ancora non basta. Ed allora ecco l’eurodeputato tedesco Ingeborg Graessle definire il nuovo dispendioso euro alveare una «gigantesca e inopportuna stravaganza capace di infliggere danno gravissimi e permanenti alla reputazione dell’unione europea». Ma non tutti a Bruxelles sono della sua idea. A dar retta ai documenti ufficiali dell’Unione la nuova sede è indispensabile per aprire «la strada al futuro» e «riflettere competenze, dinamismo e trasparenza nei confronti del pubblico europeo». Sul dinamismo non vi sono dubbi. Qualche posapiano pur di risparmiare avrebbe preferito ristrutturare e allargare la sede lussemburghese dell’Unione Europea costruita solo 20 anni fa. In nome del dinamismo l’Europa preferisce invece raderla al suolo e sostituirla con due blocchi distinti e nuovi di zecca. Il primo, la cui costruzione è già iniziata, costerà 585 milioni di Euro, verrà intitolato al cancelliere tedesco Konrad Adenauer e alloggerà nei suoi 18 piani oltre 3mila dipendenti del Parlamento Europeo. Il secondo blocco intitolato a Jean Monnet, altro padre nobile dell’Unione, ospiterà invece, grazie ai suoi 120mila metri quadrati di uffici, i funzionari alle dipendenze della Commissione Europea. Il tutto ovviamente senza dimenticare palestre, centri di ricreazione e percorsi benessere indispensabili per far dimenticare agli indaffarati «euro-burocrati» la vita di ristrettezze a cui li costringe un sogno europeo fatto di lavoro e sacrifici.