All’Idroscalo la satira di Bertolino

Come un romano a Fregene. Enrico Bertolino, da milanese doc, ha il suo appuntamento fisso all’Idroscalo. «Fisso ma con giudizio - spiega lui -. Ci vado un anno sì e uno no, perché altrimenti per il pubblico sarebbe una punizione eccessiva». Trattasi di battuta, ovvio, perché i milanesi uno come Bertolino se lo coccolano, vanno ad applaudirlo quando porta i suoi spettacoli in teatro, figuriamoci quando passa a «Idroscalo in Festa», rassegna a ingresso gratuito fatta su misura per mandare a quel paese la tv nelle sere d’estate.
Atteso domani alle Tribune, Enrico Bertolino promette di portare sul palco una bella carrellata dei suoi personaggi, a cominciare dal muratore bergamasco: «La gente me lo chiede sempre, e in una cornice di festa come questa il pubblico è padrone». Lo show del cabarettista milanese resterà comunque fedele alla formula satirica: uno sguardo divertito, pungente, implacabile sull’attualità. L’Italia, coi suoi difetti e i suoi tic, è una sceneggiatura troppo sfiziosa per non tuffarvicisi dentro: «L’Italia, la sua scena politica, i luoghi comuni un tanto al chilo e poi Milano, questa città stressata e impazzita, che punta tutto sull’Expo e intanto regala ai milanesi, per quel quarto d’ora di celebrità nel 2015, il casino di oggi - spiega Bertolino -. L’altro giorno il navigatore della mia auto mi ha ricoperto di insulti e ha incrociato le braccia. Vacci tu a piedi, mi ha detto. Perché con i lavori in corso, le strade chiuse, le inversioni di senso, l’esaurimento nervoso è dietro l’angolo. Oggi ci sono più crateri a Milano che su Marte».
E non solo: senza essere Grillo, Bertolino dice la sua sull’orgia di appalti per i lavori pre-Expo: «Ho come la sensazione che siano partite le ganasce dei mangiatori di professione». Ridere per non piangere, dunque, ma ridere sul serio: senza le acidità dei guru metà comici e metà arruffapopolo.
Perché Bertolino gli italiani li osserva con attenzione («Siamo il peggiore popolo in vacanza: riusciremmo ad alzare la voce coi pinguini al Polo Sud»), ma poi alla fine li perdona.
Lui, in vacanza, se ne andrà in Brasile, come fa da qualche anno: «Più che vacanza sarà lavoro - spiega il comico - ma un lavoro che faccio volentieri, per i ragazzi brasiliani legati a Inter Campus: al momento laggiù ci sono tre campus, con 73 giovani tolti dalla strada. In realtà vado lì per assicurarmi che restino interisti, sennò sono guai».
Idroscalo, zona Tribune
Domani alle 21
Informazioni 02.70.20.09.02