All’Idroscalo scatta l’allarme: pronti gli anfibi dei pompieri

Allagamenti e problemi anche nel centro della città. Il «ponte» dell’Immacolata con l’ombrello

Stefano Vladovich

Emergenza maltempo sul litorale. Inondato l’Idroscalo, sott’acqua l’Infernetto, la via Cristoforo Colombo, via dei Pescatori. Qui nel tardo pomeriggio di ieri una decina di automobilisti ha chiesto aiuto a 112 e 113, intrappolata da un torrente di acqua e fango. «Oltre un metro di livello - spiega un volontario della Protezione civile accorso sul posto assieme ai soccorritori -, una situazione difficile da gestire per chiunque. Ci vorrebbe il mezzo anfibio, quello in dotazione ai vigili del fuoco». Già, dalle prime ore della mattina la piccola imbarcazione su ruote proveniente dal distaccamento di Testaccio era impegnata a scongiurare il peggio alla foce del Tevere, il quartiere a rischio esondazioni. «La maggior parte degli abitanti è rientrata nei giorni scorsi - spiega Davide Bordoni, presidente del XIII Municipio - e per il momento, ma solo per ora, non corrono altri pericoli. Certo se la situazione meteo dovesse peggiorare, d’accordo con la Prefettura e la Protezione civile, potremmo emanare una nuova ordinanza di sgombero. Stiamo monitorando costantemente il corso del Tevere, dalla capitale alla foce. Se non cambia il vento e se le piogge permettono un deflusso regolare l’allarme potrà rientrare del tutto. Certo, la questione va risolta prima possibile, il Campidoglio deve affrontarla con decisione. Per adesso siamo ancora in attesa di essere ricevuti dal sindaco». Ricognizioni ovunque, insomma, nella bidonville alla sbocco naturale del Tevere, tra il nuovo porto e Passo della Sentinella (comune di Fiumicino), soprattutto per valutare gli argini del fiume, in alcuni punti a rischio straripamento. L’idroscalo: poco più di duecento anime, un villaggio di palafitte e casupole tirate come capita ai margini di Ostia ponente. Qui negli anni Venti viene inaugurato il primo collegamento aereo tra l’Italia e la costa nordafricana. Nel ’33 Italo Balbo compie la prima trasvolata atlantica al comando di venticinque idrovolanti Savoia Marchetti. Nel dopoguerra il declino. Negli anni Settanta, fra baracche e bilancioni di pescatori, i residenti si riuniscono in un consorzio. Oggi per vivere nelle ultime favelas capitoline gli abitanti pagano fino a mille euro di canone demaniale l’anno. Hanno acqua, luce e gas ma nessuna licenza edilizia. E di andarsene, la maggior parte, non ne vuol sapere. «Per tutta la giornata - spiega il sottotenente di vascello Gravina, della Capitaneria di Porto Roma - il vento, fortunatamente, ha soffiato da est, Nord-Est. Un levante-grecale che non ha certo provocato il cosiddetto tappo alla foce, di solito causato dal maestrale. Ma già dalle prossime ore, dalla serata di sabato, tutto ciò potrà mutare. Sono previste nuove perturbazioni che porteranno altre abbondanti precipitazioni in questa zona». Canali in piena a Passoscuro, campi allagati lungo la via Aurelia, Tragliata, Maccarese. Strade nel caos: come la Colombo, cronicamente in tilt al primo acquazzone all’altezza di Mezzocammino. Tanto da costringere gli agenti del Git, il Gruppo intervento traffico dei vigili urbani, a chiuderla fin dalla prima mattinata e deviare il traffico sulla via Ostiense, via del Mare e lungo la Roma-Fiumicino. Risultato? Code chilometriche dalla rotonda dell’aeroporto Leonardo da Vinci (verso Ostia), a via della Scafa e via Portuense, letteralmente invase di auto. Rallentamenti ovunque a causa delle voragini aperte sul fondo stradale e dalla quantità di pioggia che i sistemi di drenaggio non sono riusciti a smaltire. Come lungo la via Braccianese tra Cesano e Anguillara Sabazia, sulla bretella che collega via del Fontanile di Mezzaluna a via di Focene, sulla Pontina vecchia e sull’Ardeatina tra Tor San Lorenzo e la Rocca.