È all’Ifi la prima presidenza di John Elkann

nostro inviato a Portofino
Per John Elkann, 31 anni, attuale vicepresidente di Fiat e di Ifil, è arrivata la prima presidenza. Il nipote dell’Avvocato è stato nominato ieri al vertice dell’Ifi, la cassaforte della famiglia Agnelli, ovvero la holding finanziaria che controlla il 70% dell’Ifil, che a sua volta detiene il 30,06% del gruppo industriale di Torino. Gianluigi Gabetti, passato il testimone a Elkann, si occuperà, all’interno della cassaforte, del coordinamento strategico, mentre, almeno fino al maggio del prossimo anno, resterà alla guida dell’Ifil.
Il cambio della guardia nella holding è stato deciso nella riunione che ha sancito il reintegro nella società di Gabetti, dell’amministratore delegato Virgilio Marrone e del consigliere Franzo Grande Stevens alcune settimane dopo la sospensione da parte della Corte d’appello di Torino della validità del provvedimento con cui la Consob, il 13 febbraio, aveva dichiarato l’incapacità temporanea ad assumere cariche in società quotate per i tre top manager in relazione alla vicenda dell’equity swap sulla Fiat (la complessa operazione finanziaria che ha consentito alla famiglia Agnelli di mantenere il controllo del Lingotto).
«La nomina di John Elkann – ha spiegato ieri Gabetti - è un ulteriore passo nel programma di graduale passaggio di deleghe annunciato in più occasioni nel corso degli ultimi mesi». Infatti, se per Gabetti il prossimo passaggio di consegne (la presidenza dell’Ifil sempre a Elkann) dovrebbe coincidere con l’assemblea della holding del 2008, nulla dovrebbe cambiare in seno all’Accomandita Giovanni Agnelli & C Sapaz dove l’anziano top manager (ad agosto compirà 83 anni) continuerà a essere il punto di riferimento e soprattutto di coesione della famiglia.
Sarà dunque John Elkann a presiedere per la prima volta l’assemblea dell’Ifi fissata per il 15 maggio, mentre il giorno prima - in qualità di vicepresidente vicario dell’Ifil – ascolterà la relazione del presidente Gabetti agli azionisti. Per il trentunenne figlio di Margherita Agnelli e Alain Elkann la strada nelle aziende di famiglia sembra ormai delineata, quella cioè di un ruolo sempre più forte e di primo piano nelle holding a monte della Fiat. Il vertice del gruppo industriale non sembra dover andare incontro a cambiamenti, almeno fino alla scadenza del mandato dell’attuale consiglio di amministrazione: la coppia formata da Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne, come più volte riconosciuto dallo stesso Gabetti e dai membri della famiglia Agnelli, funziona bene anche perché presidente e amministratore delegato hanno abitudini e modi di comunicare differenti.