All’insegna della Cina il Carnevale di Croff e Scaparro

Pier Francesco Borgia

da Roma

Per significare il concetto di «crisi» la lingua cinese sfrutta due ideogrammi che traducono le parole «pericolo» e «opportunità». E proprio questo doppio ideogramma è stato scelto come logo della prossima edizione del Carnevale del Teatro con il quale la Biennale torna da protagonista nei festeggiamenti veneziani. La prestigiosa istituzione, guidata da Davide Croff, ha affidato a Maurizio Scaparro la direzione artistica di questa rassegna intitolata «Il drago e il leone». «Il tema della Cina ci affascina - spiega Croff - perché questo Paese rappresenta una realtà che crea stupore e anche preoccupazione, ma con la quale abbiamo deciso di creare un dialogo e un confronto diretto».
È proprio sul confronto tra una favola tipicamente occidentale e l’interpretazione cinese che la manifestazione prenderà il via il 23 febbraio, negli spazi dell’Arsenale, con il racconto La Cenerentola cinese, interpretato da un gruppo di allievi cinesi della scuola elementare Gandhi di Firenze; lo spettacolo sarà messo in scena ne «La Città non proibita», uno spazio dedicato ai bambini, all’interno del quale alcune compagnie si alterneranno nell’interpretazione di favole, spettacoli di teatro delle ombre e marionette.
Un fitto programma accompagnerà il pubblico nella Settimana grassa e fino al Mercoledì delle ceneri, giorno e notte, con spettacoli che si alterneranno alla Fenice, al Malibran, al Goldoni, e in altri palcoscenici e campi di Venezia, all’ateneo veneto e negli spazi dell’Arsenale che la Biennale ha saputo negli anni valorizzare.
Tra gli spettacoli in programma, quello del premio Nobel per la letteratura Gao Xingjian, ancora vietato in Cina, che proporrà con la sua regia Dialoguer-Interloquer; Dal Catai a Parigi: Angelica alla corte di re Carlo di Mimmo Cuticchio, importante puparo e cantastorie, e Marco Polo, con Guillaume Depardieu.
E ancora Shangai Tango, ultima creazione della danzatrice e coreografa, ex colonnello dell’esercito popolare cinese, Jin Xing; Wai Hing Lee e Kewei Zhang, interpreteranno un frammento da Peony Pavillion, esempio illuminante della ricchezza millenaria della cultura cinese.
La Cina sarà anche «vista» con gli occhi della nostra tradizione culturale. Come nella riproposta di Sik Sik l'artefice magico di Eduardo interpretato da Silvio Orlando; le Cineserie di Arcipelago Circo Teatro; La donna serpente di Carlo Gozzi con regia di Giuseppe Emiliani e la suite di Enzo Moscato Niezi, in prima assoluta per la Biennale.
La conclusione teatrale sarà comunque lunedì e martedì grasso (27 e 28 febbraio) alla Fenice con un gran galà: «Da Venezia alla Città Proibita» con l’Orchestra del teatro diretta da Zhang Jiemin e dedicato al melodramma italiano.