All’Inter manca il gioco ma Eto’o la salva ancora

Il Brescia per 45’ fa paura. Poi il camerunense va a procurarsi il
rigore Ancora infortuni: grave per Samuel, problema muscolare per Maicon

Milano Fra poco toccherà mandare in campo anche Branca e Moratti. Partita dopo partita l’Inter perde pezzi e perde colpi. Stavolta c’è voluto il rigorino («Il rigore non lo abbiamo digerito: dal campo ho visto un fallo netto un attimo prima su Berardi, poi logicamente cade in area un giocatore dell’Inter, siamo a San Siro e noi siamo il “piccolo” Brescia», l’ironia del portiere Arcari al termine) per evitare altre turbolenze. È un’Inter in croce, in balia di infortuni (ieri brutto quello di Samuel, annunciato quello di Maicon) ma anche delle sue mediocrità. Ha messo del suo pure Rafa Benitez, che deve combattere contro troppi avversari e avversità. Moratti nicchia sui rinforzi, Branca ha chiarito che l’Inter in estate ha acquistato (nulla) per quanto era nella sua borsa. E qui, ora i conti non tornano.
Inter che ha fatto e disfatto per tutta la partita: scaricato una valanga di palloni verso la porta, ma la mira pareva quella da baraccone. Brescia molto più attento e meno sprecone. Da cinque partite prendeva botte, perdeva sempre sul filo di un gol, finora non aveva mai pareggiato. Ieri sera San Siro ha celebrato la sua totale rivincita. È bastato filtrare fra le maglie larghe avversarie e Caracciolo, giraffone che contro i nerazzurri ci prende spesso, si è giocato in un colpo solo Samuel e Lucio per mettere il Brescia nella miglior condizione possibile per ben figurare. E così è stato.
Benitez ha ideato una squadra avventurosa. Mancavano centrocampisti (non male quando ha provato Obi) ed allora ha caricato tutti i suoi cannoni. Due centrocampisti (uno dei quali fasullo: Sneijder non lo è e nemmeno ha provato ad inventarsi nel ruolo) e quattro attaccanti. Già, ma se Eto’o è stato ancora una volta anima, leader e cannoniere finale. Gli altri hanno fatto piangere, o ridere (amaramente) come Pandev. San Siro ha trepidato, sudato, maledetto palloni che non volevano entrare, ma la realtà dice che Coutinho ha tanta voglia e poca mira, Pandev è sciagurato e Milito sta faticosamente recuperando. Eto’o ha provato di tutto e trovato il rigore forse meno rigore, rispetto ad un paio d’altri che l’arbitro poteva fischiare (uno su Milito poco dopo). L’Inter avrà tentato una ventina di conclusioni. Il Brescia ha giocato con attenzione e umiltà. L’Inter con molta distrazione e imprecisione. Così rischia solo di farsi male. Non solo fisicamente.