All’Italia il record europeo delle quattro ruote

Ma mantenere il proprio mezzo costa sempre di più: nel 2006 versati 44 miliardi di euro di tasse

da Milano

Prima di arrivare alla stesura finale, la Finanziaria 2007 è passata attraverso una serie di tasse annunciate, poi ridimensionate, successivamente affinate, di volta in volta indirizzate verso varie categorie di cittadini. Tra tante, quella degli automobilisti è la famiglia alla quale non è mai stata risparmiata un'attenzione particolare e la giustificazione di tanta cura per il settore arriva dalla pubblicazione di uno studio pubblicato ieri dall'Osservatorio Autopromotec. La ricerca, i cui dati si riferiscono al 2004, mette in evidenza come l'Italia sia la nazione europea con la più alta densità di automobili in Europa. I risultati ottenuti incrociando i dati ufficiali dell'Aci per il parco circolante e quelli dell'Istat per quanto riguarda il censimento della popolazione, portano al sorprendente prodotto di ben 58 auto ogni 100 abitanti. Un valore che va ben oltre la media continentale di 50 ogni 100, e stacca decisamente Paesi automobilisticamente evoluti, come Germania e Svizzera, che si fermano rispettivamente a quota 55 e 51. In fondo a questa particolare classifica si inseriscono Grecia e Danimarca, con 36 e 35 veicoli.
Se il rapporto elevato tra mezzi a quattro ruote e cittadini può stupire, si va ben oltre andando ad analizzare nel dettaglio la distribuzione del parco circolante sul nostro territorio. Il valore medio nazionale è rispettato in Veneto e Lombardia, mentre le punte minime si toccano in Liguria e Puglia, dove sono presenti «solo» 51 auto per 100 abitanti. A mantenere la densità contribuiscono Lazio e Umbria, al comando con 66 e 65, ben supportate da Piemonte e Valle d'Aosta che seguono a quota 63.
Quello ottenuto dall'Italia è un primato molto particolare, ottenuto con ritmi di crescita impressionanti. Solo vent'anni fa, infatti, le auto in circolazione erano inferiori del 54 per cento rispetto a oggi. E i dati diffusi dall'Automobile Club entrano con maggiore attenzione nel fenomeno, andando ad analizzare non solo la relazione esistente tra veicoli a motore e singoli cittadini, ma la convivenza delle famiglie. Tenendo sempre come base il 2004, i nuclei familiari in possesso di almeno un'auto risultano il 79,5 per cento, mentre nel 1970 ci si fermava al 51 per cento.
Ma non basta, il rapporto mette in evidenza come sia sempre più diffusa l'usanza di disporre di più di un veicolo. Per la precisione il 35,4 per cento delle nostre famiglie ha sotto casa due auto, e il 6,3 va addirittura oltre, con tre o più mezzi di trasporto intestati. Con punte che sfiorano il 40 e l'8 per cento nel Nordest della Penisola, dove la densità per nucleo familiare raggiunge livelli record. Una situazione può essere la conseguenza diretta di una moda, ma che nella maggior parte dei casi è imposta da profonde carenze nel trasporto pubblico. Spesso quindi la seconda auto non è un modello di tendenza, ma il classico macinino, come dimostra l'incidenza del tutto rilevante, stimata nel 32 per cento, di veicoli spinti da motori con omologazione Euro 0 o Euro 1.
Ecco allora che un parco circolante in continua espansione, che nell'ultimo decennio è cresciuto a ritmi di oltre 4.000.000 di immatricolazioni, diventa fondamentale per il sostegno economico della nazione. Tra tasse e imposte gli oltre 40milioni di auto sulle strade rendono allo Stato 44 miliardi di euro. Che, sottolinea l'Aci, hanno rappresentato un terzo delle imposte globali e il tre per cento del Prodotto interno lordo. Un volume che le novità previste per il 2007 sembrano destinate a far crescere.