All’Oberdan c’è spazio per la storia del cinema

Parte domani, allo Gnomo, la rassegna Il Tempo che vuol analizzare, attraverso una serie di pellicole, un tema vasto e, proprio per questo, dalle molteplici chiavi di lettura. Due le offriranno sicuramente «Tempi moderni» di Chaplin e il meno conosciuto «Il tempo si è fermato» di Olmi (entrambi il 27), suo primo cortometraggio, nato come documentario. La retrospettiva Il mio ’68 offre l’opportunità di rivedere alcune delle pellicole che hanno fatto la storia del grande schermo; come «La notte dei morti viventi» (il 24 all’Oberdan), esordio alla regia del geniale George A. Romero, che ha rivoluzionato, con questo piccolo capolavoro, il concetto di horror, senza dimenticare la critica alla guerra del Vietnam. Sempre mercoledì, la Cineteca ospita, nell’ambito della rassegna Brucia l’antenna arde lo schermo, Sergio Valzania che introduce la proiezione de «Il quinto elemento», firmato da Besson, megaproduzione francese di grande impatto visivo, consigliato agli amanti del fantasy.