All’Onu sbarca la nuova risoluzione francese

La bozza va incontro anche alla posizione degli Usa e prevede una soluzione in due fasi. La Rice: «Vicina una conclusione positiva»

Marta Ottaviani

Nella sede delle Nazioni Unite a New York queste sono ore di lavoro frenetico. E di speranza. La Francia ha presentato un nuovo progetto di risoluzione, messo a punto tenendo conto delle osservazioni degli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato americano ha fatto sapere ieri che spera in un raggiungimento dell’accordo già nella giornata di oggi.
La nuova bozza francese chiede un’immediata cessazione delle ostilità, come la precedente, ma introduce anche tre elementi di novità: il rispetto della «linea blu», la mappa delle mine che Israele ha posizionato in territorio libanese e la necessità «di una piena implementazione dei termini dell’armistizio tra Israele e Libano del 23 marzo 1949». Fra le condizioni per il cessate il fuoco c’è anche il rilascio dei due soldati israeliani sequestrati.
Il compromesso prevede una soluzione della crisi in due fasi. Le risoluzioni sono quindi due. La prima, quella fatta circolare dalla Francia, recepisce l’urgenza di arrivare alla «cessazione delle ostilità», in linea con le raccomandazioni della conferenza di Roma. La tregua sarebbe contestuale all’invio di una forza simile ai caschi blu dell’Unifil, ma potenziata. Il contingente, ha chiarito l’ambasciatore francese, sorveglierà gli interventi umanitari fino a quando non si delineeranno le condizioni per un cessate il fuoco sostenibile. Qui entrerebbe in gioco la seconda risoluzione che nell’ambito di un’intesa negoziata dalle parti arriverà al cessate il fuoco e quindi all’invio di una forza multinazionale di interposizione nel sud del Libano.
La soluzione in due risoluzioni consentirebbe di accontentare sia la Francia che gli Stati Uniti, in due momenti diversi. La Francia aveva indicato una successione degli eventi che prevedesse prima la cessazione delle ostilità. Poi l’accordo politico (con il cessate il fuoco durevole) e il dispiegamento della forza di pace.
Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice, in un’intervista alla Cnn con Larry King, ha detto che «ci stiamo avvicinando alla conclusione positiva», senza tuttavia confermare l’auspicio del suo portavoce Sean McCormak, secondo il quale l’accordo sarebbe possibile addirittura entro oggi.
Ottimista anche Tony Blair, che ha definito il conflitto fra Israele e Libano «una crisi terribile» e ha dichiarato: «Spero che butteremo giù la risoluzione in fretta e troveremo un accordo nei prossimi giorni».