All’Open di Andalusia la spunta Levet Rocca brilla al Senior

In Costa del Sol il francese vince al playoff. Ma il giovane britannico Fisher strappa applausi

Finalmente il sole (in senso meteorologico) è tornato a splendere sul Tour europeo approdato, guardacaso, in Costa del Sol per il Mapfre Open di Andalusia sul percorso dell’Aloha Golf Club. Percorso non lungo, ma tecnico e delicato. Buona la griglia di partenza, malgrado un montepremi non eccelso di un milione di euro e una prima moneta di 166mila euro, ma il ruolo di Jimenez e di Fernandez Castano in veste di «promotori» ha fatto la differenza. Favorito d’obbligo il vincitore della passata edizione, Lee Westwood, numero tre dell’ordine di merito europeo e detentore di ben 18 titoli del circuito. Il trentaquattrenne di Worksop non è mancato all’impegno, andando subito al comando nella prima giornata e partendo in testa anche per le ultime 18 buche. Ma a contrastargli il passo soprattutto due giocatori, proprio a lui affiancati per le ultime 18 buche: il francese Thomas Levet e il giovanissimo (19 anni) britannico Oliver Fisher, allievo e protetto di Nick Faldo. Alla fine - e solo in spareggio alla prima buca - ha vinto Levet, ma ad entusiasmare la platea è stato soprattutto Fisher che con un gioco da professionista maturo e da futuro sicuro campione è andato a un passo dal suo primo successo e dal laurearsi il quinto più giovane vincitore sul tour. In vantaggio di tre colpi su Levet e Westwood (partito con 4 birdie nelle prime sei buche prima di perdere un paio di battute) a 6 buche dal termine Fisher sembrava in grado di amministrare il vantaggio, ma due bogey - di tensione - alla 13 e alla 14 lasciavano rifarsi sotto i due più diretti avversari. Il «ragazzino» dimostrava tutto il suo carattere recuperando con due birdie alla 15 e alla 16, ma Levet non mollava l’osso. Alla 18 la carica e l’adrenalina giocavano un brutto scherzo a Fisher che, pur giocando un ferro - in sicurezza - andava lungo con il primo colpo, mettendo palla nell’ostacolo d’acqua. Sconsolato e demoralizzato cercava il recupero del par, che mancava d’un soffio e la «volpe» Levet con un regolare par lo costringeva al playoff. Spareggio finito subito alla prima buca, con un Fisher ormai incapace di ritrovare di ritrovare il guizzo vincente. Onore a Levet, che ha vinto il suo quarto torneo in carriera, ma le luci della ribalta si sono ormai accese su questo giovane campione che non mancherà di far parlare di sé. Westwood è giunto terzo, davanti agli svedesi Noren e Sjolan, appaiati al quarto posto. Per i colori azzurri buona prova di Emanuele Canonica giunto 16°, mentre Francesco Molinari, complici un paio di giri non brillanti, ha chiuso al 54° posto.
Golf europeo sugli scudi nel Tour americano dove, a New Orleans, nello Zurich Classic, il «gaucho» argentino Andres Romero ha vinto il suo primo torneo sul tour più ricco e impegnativo del mondo solo alla sua 12ª apparizione. Secondo l’australiano Peter Lonard. Al terzo posto Tim Wilkinson, davanti al campione Open di Gran Bretagna Padraig Harrington, Woody Austin e Nicholas Thomson.
Felice debutto sul Senior tour europeo del nostro Costantino Rocca, che resta il miglior ambasciatore del golf italiano in giro per il mondo. La «Roccia» - che domani a Losone, in Svizzera, presenterà la sua Golf Academy - è giunto terzo nell’Azores (Azzorre) Senior Open vinto dall’australiano Stewart Ginn, che ha preceduto di due colpi il britannico Nick Job. Il campione italiano, dopo due giri in 73 colpi, è andato all’attacco, chiudendo con un ottimo 69 e risalendo la classifica. Rocca l’anno scorso, al suo debutto tra gli over 50, aveva chiuso la stagione al secondo posto nell’ordine di merito alle spalle del dominatore britannico Carl Mason.