ALL’ULTIMO STADIO

In settimana, non ci è stato risparmiato nulla. Nemmeno la «folle idea» di costruire un nuovo stadio a Genova, città che vanta il più bell’impianto d’Italia, il Ferraris. La nostra posizione su questo è nettissima: se qualcuno vuole metterci i soldi, prego, s’accomodi. Se si parla di project financing, siamo qua ad ascoltare interessati. Ma non un euro deve uscire dalle casse pubbliche per cattedrali nel deserto che non servirebbero a nulla e a nessuno. Non un euro, nè per la costruzione, nè per la gestione del nuovo impianto. E, sinceramente, non vediamo gente con i portafogli aperti per costruire stadi. Quindi, l’idea lanciata dall’assessore allo Sport va presa e buttata nel cestino, senza nemmeno perdere un minuto a discuterne.
Ma quello che è più grave è che questa idea arriva sul tavolo mentre il campo di Marassi è nella situazione peggiore di sempre. Dopo i lavori di rizzollatura, domenica, ci siamo trovati di fronte a qualcosa di mai visto: sia dal punto di vista estetico (e, al limite, potrebbe anche starci), con tutte le tonalità dal verde pisello al marrone scuro; sia (e qui, nemmeno al limite, ci sta), dal punto di vista della tenuta del campo. Le zolle volano allegramente ovunque e basta il passaggio di un giocatore per ricreare il simpatico effetto di un cavallo che passa su un campo di gara d’equitazione. Dice l’assessore Guerello che sono saltate solo le vecchie zolle e non quelle nuove. Sarà, ma la vergogna di un campo di gioco impraticabile, il peggiore d’Italia, resta tutta.
Domenica, le uniche aree del campo rimaste in buone condizioni erano quelle dove dovevano attaccare i giocatori della Sampdoria. Ma non per merito della tenuta delle zolle. Molto più semplicemente, perchè in attacco i giocatori della Sampdoria non si sono praticamente mai visti, lasciandole intonse.
Siamo alle solite: questo disastro, che le toppe hanno addirittura peggiorato, anzichè migliorarlo, ha una data d’inizio ben precisa. Ed è quella dell’inutile amichevole di rugby che si è svolta a Genova. Amichevole che il nostro amico Guerello continua a giustificare, ma che appare sempre più ingiustificabile: «Sono l’assessore agli sport e non al calcio. Per quanto mi riguarda, e quando se ne presenterà l’occasione, Genova continuerà ad accogliere appuntamenti di richiamo assoluto». Quell’appuntamento, non era di richiamo assoluto. Dopo quell’appuntamento, il campo fa schifo. Sono fatti, non opinioni.
Fatti ignorati da alcuni giornali che continuano ad esaltare quella disgraziata partita di rugby, senza un briciolo di autocritica o di scuse per aver scritto che il campo era stato lasciato in perfette condizioni e che tutto è bene quel che finisce bene, spandendo fiumi di retorica.
Siamo alla frutta. O, meglio, all’ultimo stadio.