All’Unione piace il voto clandestino

Per votare i consiglieri aggiunti a Roma serve un documento di identità, ma non il permesso di soggiorno. Così, oggi, nelle urne per eleggere i nuovi consiglieri di 19 municipi romani e dello stesso consiglio comunale di Roma, ci potrebbe finire anche qualche scheda segnata da elettori molto particolari: extracomunitari clandestini. An è pronta a vigilare e schiera i suoi uomini per monitorare il primo voto clandestino della storia italiana: «Saremo presenti nei seggi - dice Gianni Alemanno - per tutelare la legalità messa duramente alla prova dalle sconcertanti decisioni della giunta Veltroni in tema di diritto di voto. Bastava accogliere una sola nostra richiesta: far esibire il permesso di soggiorno. Invece il Comune dà luogo ad un clamoroso precedente». Ma sarebbe un precedente con un altro precedente. Oggi il voto ai clandestini. Alle elezioni di aprile, con lo 0,006% di vantaggio, un governo di «abusivi».