All’Università di Perugia cattedre per soli parenti

Il preside della facoltà figlio di un docente. E nell’ateneo entra la terza generazione: Ugolini junior a Pedagogia. Ma è laureato in matematica

Sarà perché le nobili radici dell’Università di Perugia affondano fin nel Medioevo, ma pare che nell’ateneo umbro la trasmissione feudale del potere sia tuttora in voga.
L’anno scorso, poco prima dell’elezione del rettore Francesco Bistoni, un fascicolo stracolmo di accuse di nepotismo e intrallazzi in cattedra fu inviato a oltre tremila indirizzi internet da un misterioso «corvo». Un caso che fece parecchio rumore e su cui la magistratura sta indagando, con tanto di blitz all’interno dell’università e sequestro di computer. Tanto clamore, che ha riguardato soprattutto la facoltà di Medicina, uno dei «feudi» più importanti di questo antico regno universitario, ha finito per oscurare le incredibili vicende di una provincia «minore»: la piccola facoltà di Scienze della Formazione. Qui il vassallo, da otto anni, è Romano Ugolini, docente di Storia e preside della facoltà. Un nome che conta nel mondo della ricerca storica. Un nome che il mondo universitario non perderà nemmeno quando l’emerito storico andrà in pensione. A perpetuarlo infatti c’è già pronto Francesco Claudio Ugolini, figlio del professore e a sua volta uno dei due fortunati vincitori del concorso per ricercatore di Pedagogia sperimentale indetto dalla stessa facoltà.
E qui è importante sgomberare il campo da ogni illazione, perché Ugolini junior vanta titoli e ben due pubblicazioni. A osservare che è laureato in matematica e non in pedagogia e che le pubblicazioni sono in informatica sono le solite malelingue. In ogni caso il giovane ricercatore ha avuto modo di farsi le ossa, in quanto la facoltà presieduta da papà gli aveva già accordato un contratto d’insegnamento presso la sede di Terni, prima di accoglierlo come vincitore del concorso.
Criticare il preside Ugolini del resto sarebbe ingiusto. In fondo anche lui è figlio d’arte: suo padre è il professor Francesco A. Ugolini, per anni preside della Facoltà di Lettere di Perugia. Sicuramente non lo criticheranno i colleghi della facoltà di Scienze della Formazione. A partire dalla vicepreside, la professoressa Maria Caterina Federici, docente di Sociologia generale. Se lo criticasse, Ugolini potrebbe ricordarle che il 13 maggio scorso il concorso per un posto di ricercatore in Sociologia dei processi culturali è stato vinto da un tal Raffaele Federici. Che però, si badi bene, non è mica il figlio della vicepreside. Infatti è il fratello.
E se poi a protestare fosse il professor Lanfranco Rosati, preside di un altro corso di laurea della stessa facoltà, gli verrebbe ricordato come il 6 marzo scorso la figlia Agnese Rosati abbia vinto un altro dei posti di ricercatore messi a concorso (in Pedagogia generale e sociale). La dottoressa Rosati in realtà, oltre che dai suoi meriti accademici, è stata favorita soprattutto dall’inspiegabile ritiro di un valido avversario che, dopo uno scritto che pare fosse impeccabile, per motivi imperscrutabili non si è presentato all’orale. Ma in fondo è andata bene anche a lui, perché pochi giorni dopo si è aggiudicato l’altro posto da ricercatore nel concorso in cui ha vinto anche il figlio del preside Ugolini.
Cerchi che si chiudono o semplici coincidenze? Per alcuni dei ricercatori rimasti esclusi dal piccolo ma importante feudo umbro perché scavalcati dall’infornata di parenti, i conti non tornano e sotto a tutto ci sarebbe un reciproco scambio di taciti favori di cui si starebbe interessando la Procura. Ma al di là di eventuali profili illeciti, tutti da verificare, di certo a Perugia d’ora in avanti si potrà forse studiare ancora pedagogia. Ma per l’etica sarà meglio rivolgersi altrove.