All'alba nuovi raid aerei in Somalia "Ucciso un capo di al Qaida"

Continua l'offensiva americana contro terroristi e Corti islamiche. I somali chiedono anche l'invio di truppe di terra. Ucciso l'uomo di Bin Laden che organizzò gli attentati anti-Usa in Kenya e Tanzania. <a href="/a.pic1?ID=147816">E D'Alema attacca gli Usa</a>

Mogadiscio - L'aviazione americana oggi ha compiuto altri raid nel sud della Somalia contro terroristi e uomini delle Corti islamiche. Dopo un balletto di voci, conferme e smentite iniziato in mattinata, è arrivata la conferma ufficiale dal ministro dell'Interno somalo Hussein Aidid. Che ha però ha negato lo sbarco di marines statunitensi impegnati nella caccia agli uomini di Osama bin Laden. Caccia che comunque avrebbe portato un importante risultato: Azul Abdullah Mohammed, ritenuto dagli Usa di essere legato ad al Qaida e di aver progettato gli attentati alle Ambasciate Usa in Kenya e in Tanzania nel 1998, sarebbe rimasto ucciso nell'attacco aereo di due giorni fa nel sud della Somalia, stando a quanto riferito oggi dalle autorità somale, citando un rapporto americano.

Una lunga scia di attentati Fazul Abdullah Mohammed, uno dei principali ricercati dall'Fbi, sarebbe stato ucciso nell'attacco sferrato lunedì mattina dagli americani a Badmadow, nel sud della Somalia. Nel rapporto Usa, trasmesso alle autorità somale, si afferma che l'uomo aveva trovato rifugio nel paese dopo la presa del potere a Mogadiscio delle Corti islamiche, sconfitte nelle ultime settimane dalle truppe etiopi. «Ho ricevuto un rapporto dagli americani sugli obiettivi e i danni (dell'operazione) - ha detto alla Ap il capo di Stato maggiore somalo Abdirizak Hassan - in cui si afferma che Fazul è morto». L'uomo era stato incriminato nel 1998 da una corte Usa per il suo presunto coinvolgimento nei due attentati del 1998, costati la vita a 225 persone. E' sospettato anche di aver progettato nel 2002 un attentato contro un albergo a nord di Mombasa, da mettere in atto simultaneamente a un attacco missilistico contro un volo di linea israeliano: 10 keniani e tre israeliani persero la vita nell'esplosione di un'autobomba contro l'albergo, mentre il missile mancò l'obiettivo. Le autorità somale non hanno saputo dire se nei raid Usa siano rimasti uccisi anche gli altri due presunti membri di al Qaida, sospettati per gli attentati alle ambasciate Usa del 1998: Saleh Ali Saleh Nabhan, cittadino keniano, e Abu Taha al-Sudani, sudanese, esperto di esplosivo, mentre Usa sarebbe rimasto ucciso anche uno dei personaggi di spicco delle Corti islamiche somale, Abdirahman Janaqow.

Il legame con Bin Laden Secondo le informazioni in possesso dell'Fbi, Fazul, 32 anni, si unì all'organizzazione di al Qaida in Afghanistan, dove conobbe lo stesso Osama bin Laden. A metà degli anni novanta si trasferì in Kenya, dove sposò una donna del posto acquisendo la cittadinanza. La moglie Halima è stata arrestata dalla polizia alla città di frontiera Kiunga, dove era insieme ai tre figli di età compresa tra i 4 e i 15 anni. Secondo un rapporto interno della polizia la donna avrebbe fornito agli agenti false generalità, presentandosi come Sofia Mohammed Ali e dicendo di essere fuggita con i figli dalla città di Chisimaio, dove vivevano dallo scorso dicembre.

"Inviate i marines" Il governo somalo ha chiesto oggi agli Usa di intensificare l'offensiva contro al Qaida, inviando forze di terra. «L'unico modo di uccidere o catturare i terroristi sopravvissuti è inviare le forze speciali Usa sul terreno - ha detto il vicepremier Hussein Aideed - loro sanno come catturare queste persone e hanno l'attrezzatura per farlo».

Bunker sotterranei Secondo Aideed, i miliziani islamici hanno scavato bunker sotterranei inaccessibili nella zona meridionale del paese. «Servono attrezzature e tecnologie specializzate che non possediamo - ha detto - gli americani possono farlo. Per quanto ne sappiamo, al momento non sono ancora presenti sul terreno, ma è solo questione di tempo. Tuttavia, potrebbero già essere intervenuti perché agiscono indipendentemente da noi per motivi di sicurezza».

Blair con Bush Se l'Onu esaminerà il rapporto del segretario generale sui raid in Somalia, se la Ue e D'Alema (con la sinistra italiana) hanno attaccato l'America, oggi invece il premier laburista britannico Tony Blair si schiera decisamente a fianco degli Usa. E lo fa davanti ai Comuni: "Penso che sia giusto hce se dei terroristi, ovunque siano, tentano di dirigere i governanti e impediscono alla gente di avere la vita che desiderano, allora noi ci erigiamo a difesa e proteggiamo chi si batte contro il terrorismo".