All'alba sul Monte Subasio, dove non accade nulla

Un giornalista colto e sensibile, di formazione filosofica, alla domanda di un posto
imperdibile disse soltanto: " La cima del monte Subasio, all'alba". E così sia

Se c'è un monte che ha le spalle, quello è il Subasio e il suo sole sorge proprio da lì, da dietro. In quest'alba di sole e pioggia un arcobaleno s'infila fra i tetti di Assisi, comodamente assisa alle pendici del monte. Oddio monte. Più che altro è un panettone verdeazzurro, per i riflessi del cielo che lo disegna preciso, su cui al tramonto succedono certe cose e all'alba altre.

Al tramonto le auto raggiungono un pianoro sotto la vetta, rivolto a Ovest, e coppie di ragazzi, anziani, amici scendono con seggiole pieghevoli, cestini da pic-nic e lattine di birra. Qualcuno addirittura sfodera un vecchio plaid, come una volta. Ci si siede lì e si aspetta che il sole cada fra le costole del Monte Amiata, lontano e solitario, all'orizzonte giusto del tramonto. Intanto i pazzi col parapendio iniziano i rientri sui pratoni della cima.

Alle sei di mattina, invece, sul Monte Subasio non succede esattamente nulla. Una volta lasciata alle spalle la lecceta dell'Eremo delle Carceri, dove Francesco se ne stava in preghiera tutto solo, s'incontrano soltanto i prati vuoti, da cui di tanto in tanto si levano stormi di cornacchie, grigie e nere, in silenzio, che sembrano aerei da guerra in flottiglie.

Su a 1290 metri il sole arriva radente, alle spalle appunto, e gruppetti di cavalli risalgono i prati per pascolare al primo caldo e le lucertole si prendono un posto sulle pietre più in vista. Dalle antenne imponenti di Radio Subasio, a pochi metri da qui, le trasmissioni possono cominciare.