Allarmante la perizia sullo smog

La perizia della Procura di Roma conferma «dati molto allarmanti per la salute dei romani, mettendo in evidenza la necessità di provvedimenti molto stringenti contro il traffico privato». Così il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati commenta le conclusioni della perizia disposta dal procuratore capo Giovanni Ferrara e dal pm Gianfranco Amendola. «Ancora una volta - sottolinea Parlati - emerge allo stesso tempo che la strada della limitazione del traffico privato intrapresa dal Campidoglio è quella giusta e deve procedere ancora più rinforzata, accentuando alcune soluzioni. A Roma, come in tutte le grandi città italiane, è il modello di mobilità in città con l’auto privata praticamente individuale a essere fallito, perchè produce troppo smog, è troppo impattante per la salute e per il caos in città». In attesa di interventi decisivi sull’inquinamento, Legambiente sostiene che «da subito è la strategia della limitazione del traffico privato a dover essere rafforzata». Parlati giudica «finora inefficaci le misure prese, targhe alterne, blocchi dei mezzi non catalitici, domeniche a piedi anche se comunque un contributo lo hanno dato». Quindi è necessario «rafforzare quelle misure stesse, perché non riescono a rispondere all’emergenza, da un lato accelerando i tempi della risposta, ad esempio con il blocco totale nel primo sabato successivo a cinque giorni di superamento, dall’altro aumentandone l’efficacia, ad esempio coinvolgendo tutti i diesel nei blocchi che si attuano dopo i tre giorni di superamento dei limiti».
I dirigenti di Legambiente non vengono nemmeno sfiorati dal dubbio che il vero fallimento è proprio quello delle misure antismog che le giunte di centrosinistra stanno imponendo ai romani da almeno tredici anni. In tutto questo tempo la situazione è progressivamente peggiorata. Blocchi e domeniche a piedi servono solo a tradurre le politiche di facciata dei sindaci in divieti che non servono a limitare lo smog. I fatti stanno lì a dimostrarlo. Non solo. In molti casi le centraline di rilevamento hanno rilevato una maggiore presenza di inquinanti durante le limitazioni al traffico privato. Il che vuol dire che l’inquinamento dipende da altri fattori: gli impianti di riscaldamento, la vetustà e i mancati controlli del parco auto dell’Atac, l’inefficienza del trasporto pubblico e il tempo in senso meteorologico.