Allarme abusivi, mercati ad alta tensione

I venditori: «Irregolari collegati tra loro, così riescono a schivare i pochi controlli». Il presidente Errico: «Il Comune mandi agenti in divisa»

«Ci stanno strangolando». L'allarme arriva dall'Unione del commercio e da Apeca, l'associazione milanese degli imprenditori su aree pubbliche. Sono gli abusivi, venditori ambulanti senza licenza o senza concessione per l'occupazione del posto, che ogni giorno si affacciano tra le bancarelle regolari nei mercati rionali. Una costellazione di appuntamenti: 96 la settimana, 16 al giorno nelle nove zone della città, con la punta massima di 20 mercati al sabato. Circa 10mila banchi che ogni giorno devono fare i conti con una concorrenza non prevista, sleale, quella degli abusivi: «Il fenomeno è presente, invasivo e arrogante - denuncia Giacomo Errico, presidente, milanese di Apeca, e nazionale di Fiva Confcommercio, degli ambulanti -. Siamo arrivati a livelli inaccettabili. Cosa dobbiamo fare, entrare nell'illegalità anche noi regolari?».
Una provocazione che suona come un ultimatum all'amministrazione comunale e alle forze dell'ordine. «Abbiamo sollecitato l'intervento del sindaco, Letizia Moratti, e dell'assessore competente, Tiziana Maiolo, ma finora non abbiamo visto nessun cambiamento di rilievo - continua Errico -. In pochi mesi di mandato non pretendiamo rivoluzioni, ma non bastano nemmeno i pochi agenti dell'annonaria che girano per i mercati rionali. Vogliamo agenti in divisa».
Anche perché la rete degli abusivi è strutturata. I mercati controllati sono una porzione limitata dei 16 giornalieri («due o tre al massimo» dicono gli ambulanti) e quindi gli irregolari, in contatto telefonico tra loro, si spostano dove non ci sono controlli.
La categoria ha i nervi tesi. Secondo un sondaggio commissionato da Unione del commercio e Apeca l'80 per cento degli ambulanti è convinto che il fenomeno degli irregolari faccia diminuire le vendite in maniera rilevante. Per quasi nove operatori su dieci gli abusivi infastidiscono i clienti che frequentano i mercati. E, in assenza di controlli e di vigilanza da parte delle forze dell'ordine, gli ambulanti ci pensano da soli.
Nelle ultime settimane «nei mercati di Milano si è arrivati spesso alle mani» confermano i venditori. Esasperati dall'occupazione sistematica degli spazi lasciati liberi per regolamento, come ad esempio i passi carrai.
Una situazione che si fa più difficile nei periodi, come questo, in cui i consumatori, di rientro dalle vacanze estive, badano al risparmio. Sempre secondo l'indagine tra le bancarelle dei mercati milanesi risulta che il 67 per cento degli ambulanti accusa una diminuzione delle vendite, soprattutto nel settore dell'abbigliamento e nei prodotti di non immediata necessità subito dopo. Gli abusivi fanno il resto. «Nessun ultimatum all'indirizzo di Palazzo Marino - concilia il presidente di Apeca -. Certo che serve una bella svolta. Nel programma del sindaco Moratti è scritto chiaro: vigili e agenti in divisa tra le bancarelle dei mercati. È ora di dare una bella accelerata al sistema dei controlli. Stiamo soffocando».