Allarme alcol, l’abuso è la causa del 50% degli incidenti stradali

Secondo l’Asl, la maggior parte dei sinistri sono provocati da bevitori occasionali, che nel 40% dei casi hanno coinvolto altre persone che viaggiavano in auto con loro

Marisa de Moliner

Donne al volante pericolo costante. Macché. Il vecchio adagio è quanto mai falso. Il vero pericolo non sono le signore ma gli uomini che alzano il gomito. E purtroppo non è un argomento su cui scherzare perché la situazione a Milano è drammatica: qui accadono almeno 30mila incidenti stradali, metà dei quali causati da guidatori in stato d'ebbrezza, per la maggior parte (nel 66% dei casi) bevitori occasionali. Quelli, tanto per intenderci, che danno luogo alle stragi del sabato sera. E parlare di stragi non è esagerato perché ogni anno un centinaio di persone perdono la vita e tanti altri restano feriti. E gli autori? Centinaia. A censirli è l'Asl che organizza corsi di rieducazione per consentir loro di riottenere la patente sequestrata.
Tra il 2003 e il 2005, infatti, sono stati 634 i «colpevoli» segnalati dalle forze dell'ordine all'Azienda sanitaria locale e di loro 568 hanno partecipato al percorso rieducativo dal titolo Progetto Icaro. Non tutti però se la sono sentita di farsi rieducare, e pensare che non si tratta di un grande impegno: quattro incontri disseminati in sei mesi. Hanno mantenuto fede agli impegni in 476. E che sia un falso luogo comune quello che vuole le donne pericolose alla guida lo si può constatare guardando il numero dei segnalati dalle forze dell'ordine: 611 maschi contro sole 23 donne. Per quanto riguarda lo stato civile: la maggior parte delle persone cui è stata revocata la patente è celibe e l'età degli incidenti gravi oscilla tra i venti e i trentanove. I più pericolosi al volante sono gli italiani che raggiungono ben l'83%, li seguono i peruviani che costituiscono il trenta per cento degli 87 stranieri colpevoli. Gli italiani e gli stranieri non differiscono però nella frequenza di consumo d'alcol: il 34% dei segnalati all'Asl beve quotidianamente e il 59% non così assiduamente. E precisamente il 33% periodicamente e il 26% occasionalmente. Ma quali sono i drink preferiti dai bevitori alla guida? Soprattutto vino, nel 44% dei casi, e birra nel 39 per cento. Ben più alta è, invece, la percentuale che riguarda i tipi di patenti: è titolare della B il guidatore ad alto tasso alcolico. E il mezzo letale è prevalentemente l'auto: è coinvolta, infatti, nel 94% degli incidenti contro l'1% dei bestioni della strada e il 3% fra moto e motorini. Nel 41% delle volte il guidatore non era solo e nel 38% ha coinvolto altre persone com'è stato appurato soprattutto su strade urbane. Qui è stato bloccato il 73% degli automobilisti che avevano alzato il gomito. Ma quando sono stati fermati i guidatori in stato d'ebbrezza? La maggior parte delle volte è accaduto drammaticamente: a bloccarli è stato nel 50% dei casi un incidente. S'è intervenuto prima che fosse tardi solo nel 26 e nel 23% dei casi, quando gli automobilisti sono stati fermati rispettivamente a un posto di blocco o per un controllo. Per evitare di farsi bloccare dalle forze dell'ordine e soprattutto per evitare incidenti è bene sapere che, come dichiara Riccardo Gatti, responsabile del Dipartimento tossicodipendenze dell'Asl: «per superare il tasso previsto per legge, pari allo 0,5g/l bastano due bicchieri di vino bevuti a digiuno, una birra media o un bicchierino e mezzo di superalcolico».