È allarme anziani: ieri 34 gradi, oggi si tocca i 37

(...) gli indirizzi necessari per le emergenze climatiche, a sostegno delle persone non autosufficienti e in particolare anziani». Come? Attivando appositi accordi con strutture residenziali extraospedaliere per garantire la disponibilità di posti per ospitalità di emergenza. Nella missiva l'assessore alla Salute chiede inoltre di sollecitare «le direzioni sanitarie dei presidi ospedalieri all'osservanza di criteri che assicurino dimissioni protette, in raccordo con i medici di medicina generale e i servizi preposti all'assistenza domiciliare». Ma negli ospedali non è ancora allarme rosso. Al reparto di Pronto soccorso di San Martino regna un cauto ottimismo. Almeno per ora. «Pur trovandoci in una situazione sicuramente comparabile all'emergenza caldo del 2003, fino a questo momento l'impatto sui ricoveri è stato inferiore a tre anni fa», spiega il primario Paolo Moscatelli. Ieri nel suo reparto c'erano ancora una decina di posti letto liberi, su una dotazione complessiva di 38, tra letti di osservazione breve (11) e posti di pronto soccorso (27). Nei prossimi giorni si vedrà. Situazione più o meno nella norma anche all'ospedale Celesia di Rivarolo, mentre a Villa Scassi a Sampierdarena, gli accessi ospedalieri hanno subìto un incremento intorno al 20 per cento. Vale a dire: 150/160 visite al giorno contro le 140 di una giornata tipo. Per dire: ieri alle 16.30 le visite ammontavano già a 110.
Al Galliera, invece, la media giornaliera di pazienti trasportati al pronto soccorso ormai ha raggiunto le 170 unità. Così ieri e il giorno prima. Peggio è andata lunedì e martedì, allorchè si sono registrati 200 accessi, come nel famigerato 2003. «Ma il dato rispetto a quell'anno è in aumento, mentre la proporzione di anziani ricoverati è la stessa», spiega il primario del Pronto soccorso del Galliera Paolo Cremonesi. Che raccomanda di prestare massima attenzione ai colpi di calore, oltre al solito monito a bere molto, tutte le ore del giorno. Per il 118 lunedì scorso e quello precedente sono state le giornate più impegnative del 2006. Ma altre ne verranno. Un dato su tutti: il trasporto dei malati agli ospedali genovesi è stato superiore a quello della settimana più calda del 2003, quando nella prima decade d'agosto si toccò il picco delle 1494 persone portate nei dieci nosocomi cittadini. Secondo i dati statistici il 58 per cento dei pazienti supera i 60 anni. Per loro l'Auser e l'Antea hanno messo a disposizione un servizio di telefonia sociale: 800 - 995988, dalle 8 alle 20. E un robusto contributo agli anziani genovesi arriverà senz'altro dagli angeli custodi del Comune. Sperando che basti.