Allarme di Assonime: «No a ribaltoni in campo fiscale»

L’associazione delle imprese quotate: buone le riforme recenti, serve certezza, il prossimo governo limiti al minimo le novità

da Milano

Nessuno stravolgimento nell'attuale assetto della legislazione fiscale. Assonime, l'associazione che riunisce le imprese quotate, lancia un chiaro messaggio alla nuova maggioranza parlamentare, chiedendo di «limitare al minimo i cambiamenti, dando un segnale di certezza e stabilità» nelle norme che regolano il rapporto tra il fisco e le società per azioni.
In un documento riservato di cui il Giornale è in possesso, discusso ieri dal direttivo dell’associazione, gli esperti delle imprese quotate a Piazza Affari hanno passato al setaccio i tre principali tributi che riguardano le società – Ires (l'imposta sulle società), Iva (imposta sul valore aggiunto) e tasse sulle rendite finanziarie – esprimendo un sostanziale apprezzamento per le riforme realizzate dal governo uscente. E, come accennato, invitano il centro-sinistra e il nuovo esecutivo a riflettere bene prima di modificare l'attuale impostazione e a proseguire sul cammino avviato nella scorsa legislatura: «nuovi interventi sul sistema tributario dovrebbero essere attentamente meditati, evitando il moltiplicarsi di azioni di segno opposto e assicurandone la coerenza complessiva, da un lato, con le esigenze di gettito, dall'altro, con quelle di efficienza del sistema», si legge nel rapporto dell'associazione presieduta da Vittorio Mincato.
Se qualche intervento ci deve essere, sottolinea Assonime, questo deve mirare alla semplificazione e alla trasparenza nonché a cancellare le misure «distorsive» che consentono «inefficienti arbitraggi fiscali». Piace alle spa italiane, poi, la nuova imposta sulle società (Ires) che ha garantito «l'allineamento» del sistema fiscale italiano al resto d'Europa. Anche se «l'ampliamento delle basi imponibili non è stato accompagnato dalla riduzione delle aliquote, come è invece avvenuto in altri paesi europei». Si tratta di un'imposta grazie alla quale il fisco del Belpaese ha incassato, nel 2005, 34 miliardi di euro con una crescita del 19% rispetto al 2004.
Nelle 4 pagine sulla fiscalità delle società italiane, con ogni probabilità destinate al nuovo Ministro dell'economia (il candidato numero uno è Tommaso Padoa-Schioppa), Assonime dà pure qualche indicazione sulla tanto dibattuta tassazione delle rendite finanziarie, che, secondo il programma dell'Unione, dovrebbe essere modificata introducendo un'aliquota unica. In questo senso, l'associazione di Piazza Venezia auspica che non vengano «toccate» le plusvalenze sulle partecipazioni delle società partecipate e suggerisce di fissare al 15% l'aliquota unica su risparmi e investimenti anche perché «ogni punto in più darebbe luogo a entrate modeste».
Assonime non esclude, infine, qualche ritocco all'Iva: l'aumento del prelievo «su alcune categorie di beni può coesistere con una riduzione in altri comparti».