Allarme aviaria, i Nas sequestrano polli e uova

Migliaia di volatili senza le certificazioni di provenienza. Rientra l’allerta per il giornalista ricoverato in Belgio: non è stato contagiato

da Milano

Ancora un sequestro di polli e uova in Calabria e in Campania da parte dei Nas impegnati a prevenire il rischio aviaria.
In Calabria i sequestri sono stati effettuati a Marina di Gioiosa Jonica, in provincia di Reggio Calabria, dove i carabinieri hanno accertato che in un allevamento avicolo erano stati introdotti 4800 polli sprovvisti di certificazione di provenienza, non riportati nel registro aziendale e senza la preventiva comunicazione alla competente Asl. In provincia di Cosenza a Rossano i militari hanno scoperto che in un allevamento avicolo era stato istituito un centro imballaggio di uova senza le prescritte autorizzazioni, sottoponendo sotto sequestro cautelativo circa 10mila uova e disponendo la chiusura della struttura.
In Campania infine a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, in un allevamento avicolo, hanno posto sotto sequestro 2400 volatili da cortile e 700 uova. Anche in questo caso il confezionamento delle uova veniva effettuato in locali privi di autorizzazione sanitaria, in assenza di procedure di registrazione della movimentazione degli animali e di autocontrollo aziendale.
In Puglia invece alcune centinaia di chilogrammi di carni e formaggi sono stati sequestrati a cittadini albanesi sbarcati nel porto di Bari dai militari della Guardia di finanza e da agenti delle Dogane. Gli alimenti - custoditi in valigie e in scatoloni trasportati nei bagagliai delle autovetture - sono stati bloccati perchè non in regola con le disposizioni sanitarie e con le direttive varate sempre per contrastare l'influenza aviaria. Che nonostante le procedure di sicurezza messe in atto dalla Ue sembra non fermarsi. Ieri in Turchia sono stati segnalati due nuovi casi sospetti di influenza aviaria, in altrettanti bambini. I due piccoli pazienti sono ricoverati in condizioni critiche in un ospedale della città di Van, nella parte orientale del Paese euroasiatico.
Fatma Ozcan, di 12 anni, e il suo fratellino Muhammet Ozcan di cinque, hanno ricevuto tardi le cure necessarie «ecco perchè sono in gravi condizioni», ha spiegato il dottor Huseyin Avni Sahin, dell'ospedale Yuzuncu Yil, all'agenzia di stampa turca «Anadolu». Secondo quanto suggerito anche dall'Organizzazione mondiale della sanità, infatti, i farmaci a disposizione agiscono meglio se somministrati entro le prime 48 dalla comparsa dei sintomi.
Rientrato invece l’allarme per il giornalista russo che dopo aver realizzato un reportage in Turchia è stato ricoverato in Belgio col sospetto che potesse aver contratto il virus H5N1. Non è così: è risultato negativo ai test dell’influenza dei polli ha detto il ministro della Salute belga Rudy Demotte. Le rassicurazioni del ministro si sono trasformate in certezza poco dopo, quando René Snaken, direttore di dipartimento all'Istituto scientifico belga di salute pubblica, ha risposto a un cronista di «poter escludere al 100% che si tratti di febbre aviaria».
Intanto il ministro della Salute, Storace, ha deciso di ampliare l'unità di crisi istituita per contrastare il pericolo di diffusione di influenza aviaria spiegando poi di contare molto «sulla collaborazione dei Comuni perchè è particolarmente significativa la funzione di questi enti riguardo gli allevamenti rurali. Siamo certi ormai - ha proseguito - della capacità di resistenza degli allevamenti industriali e lo dobbiamo essere anche per i polli di campagna».