Allarme bancomat clonati Preso ingegnere romeno

Per tenerli in galera il magistrato ha contestato un reato a dir poco inusuale: «Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telefoniche», articolo 617, pena fino a 5 anni, più eventuali aggravanti. Del resto non c’era altro sistema per tenere in galera un ingegnere romeno e il suo aiutante che, per clonare le carte di credito, invece del solito «skimmer» sul bancomat, stavano cambiando l’intero pannello. Fatto mai verificatosi prima, che ora sta mettendo in allarme l’intero sistema bancario.
Gli arresti sono scattati, grazie alla felice intuizione degli investigatori del commissariato Città Studi, preoccupati perché in una sola settimana avevano scoperto una mezza dozzina di «skimmer» o lettori di banda magnetica sui bancomat della zona. Applicato alla bocchetta, è in grado di decifrare le informazioni della carta di credito. Una volta catturati, i dati vengono trasferita in un’altra scheda con cui effettuare prelievi o acquisti. Il lato «debole» di questo trucco è che ogni mattina le banche effettuano i controlli, riducendo al minimo i tempi «operativi».
Per questo Bogdan Gheorghe Stoica, giovane e valente ingegnere informatico romeno di 29 anni, aveva escogitato un trucco che lo avrebbe messo al riparo da qualsiasi ispezione: sostituire l’intero pannello. Così giovedì dopo le 17, chiuso l’istituto di credito di via Santa Francesca Romana, si è messo al lavoro con Ciprian Telibasa, 31 anni. E con una certa sfrontatezza: il commissariato si trova infatti letteralmente a due passi. I due romeni però confidavano sul fatto che nessuno avrebbe mai sospettato non fossero due veri tecnici chiamati dalla banca.
Ma da giorni il distretto era in allarme per l’impressionante aumento degli «skimmer» trovati in zona, per cui pattuglie di quartiere, «volantine» e sezione investigativa erano sul chi vive. E così un paio di agenti hanno bloccato i due «tecnici». Rivelando una novità assoluta in campo di frodi informatiche, tanto che alle spalle due romeni potrebbe esserci una grossa organizzazione e la complicità di qualche azienda fornitrice di impianti bancomat. Restava solo da contestare un reato bello pesante per tenere i due malandrini in carcere e il pm di turno, considerando come le informazioni passino via telefono, ha scelto il 617. Complicato da enunciare, ma efficace per tenere i due dietro le sbarre.