Allarme Bankitalia: "La crescita 2008 resterà debole"

Palazzo Koch sui prossimi mesi: "Produzione sotto il potenziale e peggioramento della produttività, con un'inflazione sopra il 2%". La causa è uno dei mali cronici della nostra economia: il costo del lavoro elevato. Stagnazione nei consumi

Roma - Mesi difficili per l'economia italiana. La debolezza strutturale del sistema porterà anche nel 2008 un andamento della produzione sotto il potenziale e un peggioramento della competitività, dovuto non solo alla forza dell’euro, ma soprattutto all’alto costo del lavoro che grava sulle imprese. E’ l’analisi della Banca d’Italia condotta nel Bollettino economico pubblicato oggi nel quale si evidenzia anche un aumento medio dell’inflazione 2008 superiore al 2%. "In Italia, numerosi indicatori qualitativi e quantitativi suggeriscono che la fase di debolezza ciclica in atto dal quarto trimestre del 2007 si protrarrà nel 2008, portando il ritmo di crescita produttiva su valori al di sotto del potenziale, già basso nel confronto internazionale. La nostra economia continua a risentire di problemi strutturali che si riflettono da vari anni in un progresso insufficiente della produttività, indipendentemente dalle fluttuazioni cicliche", spiega Bankitalia nella sintesi del Bollettino.

Stagnazione Poi precisa: "Dopo il forte calo registrato nel quarto trimestre del 2007, secondo nostre stime nella media dei primi tre mesi di quest’anno la produzione industriale ha sostanzialmente ristagnato". Secondo l’ultimo dato Istat, la produzione industriale ha registrato in febbraio un calo congiunturale dell’indice destagionalizzato dello 0,2% rispetto al +1,2% di gennaio. L’indice corretto per i giorni lavorativi nello stesso mese è calato dello 0,8% su anno dal +0,2% di gennaio.

Poca competitività Cattive notizie anche su questo fronte: "Nel 2007 la perdita di competitività di prezzo delle imprese italiane, misurata sulla base dei prezzi alla produzione, è stata di circa il 2%, superiore a quella registrata negli altri maggiori Paesi dell’area. Sulla base delle nostre stime, nel primo trimestre dell’anno in corso si sarebbe registrato un nuovo lieve peggioramento". Due le cause: l’apprezzamento dell’euro, che riguarda però le imprese di tutta Europa, e il costo del lavoro, peculiarità italiana secondo la Banca centrale. "In Italia un ulteriore, importante fattore peggiorativo è la dinamica del costo del lavoro per unità di prodotto, innalzata dall’andamento sfavorevole della produttività". Secondo Istat il costo unitario del lavoro è salito nel 2007 del 2,4%, quello per unità di prodotto del 2,5%, come nel 2006, ricorda il Bollettino.

Inflazione sotto il 3% "Secondo le attese degli operatori professionali censiti in marzo da Consensus Forecasts, l’inflazione al consumo in Italia resterebbe relativamente elevata per tutto il 2008, al 2,6% in media. Solo nei primi mesi del prossimo anno essa scenderebbe attorno al 2%", dice il Bollettino sui prezzo al consumo precisando che "tali attese, che peraltro non incorporano il dato preliminare particolarmente alto di marzo, si basano su un quadro di rallentamento della crescita mondiale, che determinerebbe una sostanziale stabilizzazione dei prezzi delle materie prime alimentari e dei corsi petroliferi".