Allarme Bce: "I tassi saliranno ancora"

La preoccupazione di Liebscher: "Non
sappiamo cosa succederà nei prossimi mesi". Intanto l'istituto lancia l'allarme sulla frenata economica: l’aggregato di politica monetaria segna una crescita su base annua
del 9,5%. Il dato è inferiore rispetto al 10,3% atteso

Bruxelles - La crisi d'oltreoceano inizia a farsi sentire anche nel Vecchio Continente. Così, mentre la crescita economica frena, l'istituto centrale europeo non è in grado di stabilire un limite all'impennata dei tassi. Una cosa è certa: i tassi saliranno ancora.

Frena la crescita La crescita della massa monetaria M3 di quasi un punto percentuale sotto le attese è dovuta essenzialmente al rallentamento ciclico dell’Eurozona e al mantenimento dei tassi di mercato su elevati livelli. Ne hanno così risentito gli aggregati monetari, così pure i prestiti al settore privato: questo parametro è particolarmente significativo perchè riflette a pieno gli effetti delle decisioni della politica di liquidità e monetaria dell’Eurotower. E anche questo dato ha subito un ridimensionamento dello 0,7%. Per massa monetaria M3 si intende un aggregato economico che tiene conto del capitale circolante, fondi del mercato monetario e istituzionale, depositi monetari a breve termine. La Bce che ha il compito di mantenere la stabilità dei prezzi nell’area interessata e quindi dell’inflazione, deve controllare la massa monetaria (l’inflazione, infatti, è determinata da una eccessiva circolazione di moneta rispetto all’offerta di beni e servizi), dall’altro mediante il monitoraggio delle tendenze sui prezzi. Non solo, ma regolare la massa monetaria significa anche influenzare la struttura dei tassi di interesse in tutta l’area dell’euro.

Allarme tassi La Bce ha ancora spazio per agire sui tassi d’interesse ed è ancora lontana dall’arrendersi alla crescita dell’inflazione. Lo ha dichiarato Klaus Liebscher, membro del consiglio direttivo dell’Eurotower. "Non abbiamo ancora esaurito il nostro margine di manovra", ha affermato Liebscher in un’intervista. Dopo l’aumento del 3 giugno, i tassi sono ad un "buon livello per il momento. Non sappiamo cosa succederà nei prossimi mesi". Liebscher ha dichiarato che è meglio agire per prevenire incontrollati aumenti dell’inflazione, quando è necessario, piuttosto che tentare di curarla dopo. "Siamo pronti ad adottare le misure necessarie per raggiungere l’obiettivo", ha detto il membro del consiglio direttivo: "La crescita dell’area euro potrebbe scendere ancora di uno o due decimi di punto, ma il recupero dovrebbe avvenire già negli ultimi mesi dell’anno". Liebscher ha aggiunto che "le aspettative di inflazione si sono stabilizzate, e nei prossimi mesi potrebbe rientrare nel limite del 2% fissato dalla Bce".