Allarme bomba in tribunale

La scorsa settimana lanciata una biglia contro una finestra

Una frase pronunciata in fretta da un uomo con forte accento genovese: «Questo pomeriggio il tribunale salterà in aria, così iniziate a pagare». Così è scattato, ieri poco dopo le 12, un allarme bomba presso il palazzo di giustizia di Genova.
La telefonata è giunta al 118 alle 12,20 ed è stata fatta da una cabina telefonica di piazza Acquaverde, nei pressi della stazione ferroviaria di Principe. Infatti, grazie anche ad un’immediata localizzazione elettronica della chiamata, gli agenti sono giunti sul posto pochi minuti dopo, però, hanno trovato la cabina ormai vuota. Evidentemente l’ignoto telefonista, supponendo di essere rintracciato, si era immediatamente dileguato.
Gli artificieri hanno dapprima compiuto un controllo su tutto il perimetro del palazzo di giustizia e quindi hanno iniziato a bonificare l'interno. L'edificio non è stato comunque fatto sgomberare.
È questo il secondo episodio in pochi giorni che vede protagonista il palazzo di giustizia genovese. La scorsa settimana qualcuno aveva colpito con un oggetto non ancora del tutto identificato (forse una biglia lanciata da una fionda) una finestra al nono piano dove ha sede la Procura, poco distante dall'ufficio del pm Giovanni Arena, titolare, insieme al collega Alberto Lari, dell'inchiesta sul calcio scommesse dalla quale ha preso le mosse l'indagine sportiva che ha poi condotto il Genoa in serie C.
Se così fosse, si confermerebbe l’ipotesi che in città esiste una frangia di teppisti che, dietro il comodo paravento del tifo genoano, agisce anche al di fuori delle manifestazioni di protesta violenta. Già si sono visti i risultati nelle devastazioni che sono state compiute in città in occasione delle recenti notti di fuoco in centro. Adesso gli inquirenti indagano per verificare quanto sia attendibile la minaccia esercitata da un eventuale manipolo di esaltati che non riesce ad accettare la retrocessione del Genoa.