Allarme di Confcommercio: l'8% dei negozianti vittima di estorsioni

Sicurezza e legalità: un'indagine traccia la mappa della criminalità in Italia. Aumenta la paura degli imprenditori e il 37% dice: situazione peggiorata negli ultimi due anni. E tutti chiedono certezza della pena e controllo dl territorio

Palermo - L' 8% degli imprenditori italiani nei settori del turismo, del commercio e dei servizi dichiara di essere vittima del racket. Il dato emerge dallo studio di Confocommercio-Gfk Eurisko «La mappa della criminalità regione per regione», presentato oggi a Palermo. I numeri, però, variano in modo significativo a seconda delle regioni.
In testa alla classifica dei taglieggiati c’è la Campania (30%). Seguono: Puglia (22%), Sicilia (15%), Basilicata e Calabria (12%). Il dato crolla al 2% in Umbria, Marche, Trentino e Friuli. E alto - l’11% - è anche il numero degli imprenditori che dichiara di avere avuto esperienza ’indirettà del racket conoscendo colleghi vittime degli estortori. In Campania il 30% degli intervistati ha risposto affermativamente al sondaggio. In Basilicata e Calabria la percentuale scende al 24%, in Puglia al 19, in Sicilia al 17. Numeri più bassi in Sardegna (3%), Marche e Umbria (5%), Trentino e Friuli (6%).

Aumenta la paura criminalità fra gli imprenditori E aumenta la paura della criminalità fra gli imprenditori. Più di un terzo delle imprese, il 37%, percepisce infatti un peggioramento dei livelli di sicurezza negli ultimi 2-3 anni. A livello territoriale nelle regioni del Centro-Nord si registra una maggiore percezione di un aumento di furti e rapine mentre nelle regioni meridionali a predominare è il timore del racket e dell’usura. Solo il 4% delle aziende ha percepito un miglioramento. Per la maggioranza restante dalla somma di pessimisti ed ottimisti, dunque, la situazione è stabile.
Questi i principali risultati che emergono da un approfondimento, dell’indagine Confcommercio-Gfk Eurisko.

Certezza della pena e controllo del territorio Sul fronte delle contromisure nessuna differenza su base territoriale: certezza della pena (53%) e una maggiore protezione sul territorio (50%) sono le principali richieste ovunque. Al terzo posto fra le contromisure considerate più valide la collaborazione con le forze dell’ordine (35%). Tra le misure di protezione adottate contro il racket, il 40% delle imprese dichiara di averne adottata almeno una, con una maggiore "reattività" di Campania, Puglia, Sicilia e Lombardia che ricorrono, in particolare, ad assicurazioni, vigilanza privata, telecamere come forme di difesa, mentre il minor ricorso a misure cautelative si registra in Sardegna, Piemonte, Valle d’Aosta, Abruzzo e Molise, dove il 50% delle imprese non ne ha adottata nessuna. Molto basso un pò ovunque il ricorso alle denunce: Vi ricorrono in media solo il 5% delle imprese, con l’eccezione di Campania, Sicilia e Puglia, le uniche sopra la media con rispettivamente il 12%, l’11% e il 10%.