Allarme di Confindustria: 600mila posti in meno Tremonti: "Fondi Ue contro la disoccupazione"

Il ministro dell’Economia ha incontrato il suo omologo del governo
ombra No alla manovra del Pd, ma piena disponibilità a dialogare in
Parlamento. Allarme di Confindustria: <strong><a href="/a.pic1?ID=314893">600 mila posti in meno</a></strong>

Roma«La discussione con le parti sociali è fondamentale, quella con le Regioni costituzionale e quella con le opposizioni è nell’interesse del Paese». Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha sintetizzato in questo modo la valenza dell’incontro con il proprio omologo del governo ombra, Pierluigi Bersani.

Un’ora e mezzo di confronto sulle proposte avanzate dai democratici per fronteggiare la crisi e sulle azioni che l’esecutivo intende intraprendere concretamente. A partire dalla conferma dell’utilizzo dei fondi comunitari per aumentare la dotazione degli ammortizzatori sociali oltre gli 1,2 miliardi già stanziati con la manovra triennale. «Il governo sta valutando la possibilità di usare i fondi di coesione europei in una logica anticrisi - ha detto Tremonti nel corso di una conferenza stampa - e, in particolare, per fornire strumenti di sostegno all’occupazione e contro la disoccupazione».
Il lavoro, infatti, è il «punto critico del 2009» e in merito a questo capitolo Tremonti e Bersani hanno concordato sulla necessità di non lesinare gli sforzi. La visione è «comune», ha rilevato l’ex titolare dello Sviluppo economico. Il ministro ha ricordato che la discussione deve avvenire entro «quattro confini non superabili: l’architettura del sistema europeo, la Costituzione che assegna alle regioni determinate competenze; il Mezzogiorno e la ripartizione acquisita e i diritti acquisiti». Tremonti ha precisato che l’ammontare complessivo dei fondi è di 110 miliardi di euro, ma ha ricordato che con l’Ue «la trattativa è aperta» e si cercherà di utilizzare «quanto più possibile». Bersani ha concordato sulla possibilità di trovare «una ricetta comune» pur sottolineando l’importanza in ambito regionale dei fondi per la formazione.

Generale sintonia si è registrata anche sul tema degli investimenti. Il ministro dell’Economia, infatti, ha annunciato che il Cipe di domani «riguarderà le infrastrutture fisiche classiche», cioè lo sblocco di oltre 17 miliardi di fondi per mobilità, banda larga, energie rinnovabili ed edilizia scolastica. «Sul resto è in atto la discussione», ha aggiunto Tremonti riferendosi alle modalità di dirottamento dei fondi ad altri capitoli.
L’incontro è servito anche ad approfondire altre tematiche e a discutere le cinque proposte anticrisi presentate ieri dal Pd. Oltre ad ammortizzatori e infrastrutture, infatti, i democratici ritengono necessario il varo di una manovra da almeno un punto di pil, ossia da circa 16 miliardi di euro, cioè una decina di miliardi in più di quelli previsti dal governo per gli interventi spot. In particolare, Bersani & C. chiedono una riduzione delle tasse su lavoro e pensioni innalzando le detrazioni, un fondo da 3 miliardi per anticipare i pagamenti della pubblica amministrazione alle pmi e 2 miliardi per il Sud.

«I saldi non si toccano», è stata la risposta del ministro dell’Economia che però ha invitato la controparte a trovare le coperture per ogni singolo progetto al di là del recupero dell’evasione o delle maggiori entrate fiscali ipotizzate in caso di inversione del ciclo. «Non c’è alcuna pregiudiziale negativa contro l’opposizione in linea con quanto già accaduto anche durante l’esame della Finanziaria», ha spiegato ricordando che il governo è pronto ad accogliere emendamenti al decreto anticrisi fermo restando il principio che ogni spesa non può tradursi in maggior deficit. «Fa piacere sapere che sarà il primo di una lunga serie di incontri», ha concluso Tremonti che ha incassato anche il placet di Confindustria sull’iniziativa. Ieri la polemica ha fatto spazio al dialogo.