Allarme di Confindustria:

RomaLa forte frenata dell’economia italiana nel biennio 2008-2009 potrebbe provocare una riduzione di 600mila occupati. Le previsioni del Centro studi della Confindustria sono tutt’altro che rosee: quest’anno il prodotto interno lordo calerà dello 0,5%, e le cose andranno peggio nel 2009 con una contrazione dell’1,3%. Un timido rimbalzo (+0,7%) potrebbe vedersi nel 2010, a patto che vi sia una ripresa della fiducia da parte delle famiglie. A questo fine, Emma Marcegaglia chiede al governo «un immediato incontro con tutte le forze politiche e sociali». Ma la situazione è difficile in tutto il mondo. La crisi che ha colpito il sistema finanziario globale è in una «fase critica» e servono «nuove misure fiscali, monetarie e normative», dice il governatore di Bankitalia Mario Draghi.
Due anni di recessione. Per la prima volta dal Dopoguerra, il nostro Paese sperimenterà un biennio di recessione, che avrà conseguenze pesanti sull’occupazione. Secondo le proiezioni di Confindustria, l’anno prossimo si dovrebbe verificare un calo del tasso di occupazione dell’1,4%, corrispondente a circa 600mila posti di lavoro in meno. I primi segnali sono in arrivo: secondo la Fiom-Cgil, la Fiat si starebbe preparando a non confermare 5mila lavoratori con contratto interinale o a termine. Una contrazione degli occupati non si vedeva dal 1994. L’occupazione dovrebbe riprendersi nella seconda metà del 2010 (+0,8%) insieme con l’economia.
Calano inflazione e tassi. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dal calo dei prezzi e dalla riduzione dei tassi d’interesse. Nel 2009 l’inflazione calerebbe al l’1,7%, meno della metà rispetto ai picchi raggiunti quest’anno. I prezzi del petrolio dovrebbero attestarsi per diversi mesi intorno ai 40 dollari, con un calo di 32 miliardi nella bolletta energetica 2009, e 21 miliardi di risparmi nei bilanci delle famiglie. Una volta «evaporati» i rischi inflazionistici, a fine 2009 il tasso centrale Bce dovrebbe scendere all’1,5%. Per le famiglie italiane questo significa un risparmio di oltre 2.000 euro sui mutui (172 euro per ogni rata). Ma in assenza di un’iniezione di fiducia, osserva Confindustria, «i benefici derivanti dal calo dei tassi e dal crollo dei prezzi delle materie prime verrebbero risparmiati», e non spesi, rendendo così parzialmente inefficaci anche le misure anticrisi del governo. Per ritrovare il clima di fiducia «è essenziale che tutti agiscano in modo coordinato e unitario - dice Emma Marcegaglia - : maggioranza e opposizione devono ritrovare unità, e non devono prevalere le contrapposizioni». Confindustria denuncia anche una contrazione del credito bancario.
Peggiorano i conti pubblici. Inevitabili le ripercussioni della recessione sui conti dello Stato: il deficit 2009 potrebbe salire al 3,3% del pil, dopo il 2,6% di quest’anno. In aumento anche il debito pubblico, al 106,1% del prodotto. le entrate fiscali 2008 e 2009 dovrebbero rimanere stazionarie rispetto al 2007, ma caleranno nel 2010.
Draghi: «Fase critica». Parlando a Hong Kong, come presidente del Financial Stability Forum - l’organismo incaricato dal G7 di riscrivere le regole finanziarie internazionali - il governatore di Bankitalia definisce il momento attuale come «una fase critica della crisi che ha colpito il sistema finanziario globale». Anche se in prospettiva, aggiunge, «sono fiducioso che la situazione migliorerà». Adesso però servono «nuove misure fiscali, finanziarie e normative, ed è essenziale che i flussi di credito vengano mantenuti». La frenata della crescita mondiale, spiega Draghi, «si tradurrà in perdite sul credito, che avranno un ulteriore impatto sul settore bancario». Il banchiere centrale mette poi in guardia dall’eccessivo ribasso dei tassi nominali: il rischio è che, in alcune aree del mondo scendano a zero, «mettendo a dura prova l’efficacia della politica monetaria». Una «trappola» che bisogna evitare, dice anche il presidente della Bce Jean-Claude Trichet.