Allarme Consap: «Sistema sicurezza ormai al collasso»

Baldi (Fi): «Troppe scorte, mancano gli agenti»

Nonostante le rassicurazioni di Veltroni e dell’assessore Touadi, che continuano a parlare di un «modello Roma» da esportare, le puntuali denunce del Consap sulla mancanza di sicurezza in città riportano la giunta capitolina con i piedi per terra. Il quadro illustrato ieri dal segretario nazionale del sindacato autonomo di polizia, Giorgio Innocenzi, e dal capogruppo capitolino di Fi Michele Baldi, è desolante, e fotografa un «sistema sicurezza» ormai al collasso per carenza di risorse e servizi operativi.
«La questura di Roma e i commissariati della capitale lavorano con un organico ridotto di 1300 unità - ha denunciato il sindacato - infatti gli agenti operativi sono 6700, a fronte degli 8mila previsti, e molti vengono utilizzati per le scorte. Inoltre, più della metà del parco macchine, che conta in totale 1500 unità, è fermo all’ufficio automezzi di via Salviati e presso i commissariati, per problemi di manutenzione e guasti tecnici».
La verità è che mancano i soldi per le riparazioni, le officine convenzionate sono stanche di fare credito e non accettano altri lavori. «Abbiamo appreso che molte ditte sono passate alle vie legali per il recupero dei crediti - ha informato Innocenzi - e in molti commissariati sono arrivate già le prime richieste di pignoramento». Secondo il sindacato, inoltre, il Reparto volanti riesce a malapena a far uscire 9 volanti a turno, mentre 59 delle 80 Alfa 149 acquistate a febbraio scorso sono ricoverate per manutenzione. Inefficienze si riscontrano anche alla Sala operativa del 113, dove sono disponibili 25 linee , ma 5 in avaria e altrettante «a binario morto», cioè non collegate con la centrale. «Le restanti 15 linee sono gestite da 4 operatori che ricevono tra le 600 e le 900 chiamate a turno, circa 200 a testa in 6 ore, in ambienti angusti e senza aria condizionata». «Le carenze evidenziate dal sindacato - ha affermato Baldi - dimostrano che è difficile, se non impossibile, far fronte all’aumento esponenziale di reati che si riscontra nella capitale. Ormai nei commissariati vengono denunciati dai cittadini soltanto 10 reati su 100. C’è un allarme sicurezza che dovrebbe spingere il sindaco a una maggiore opera di prevenzione, attuabile anche con una maggiore illuminazione delle strade più a rischio».
Sull’escalation di reati che sta colpendo la capitale in questi ultimi anni si sofferma anche Innocenzi, che parla di «pezzi di territorio ormai in mano alla criminalità straniera, anche cinese, che ha soppiantato la criminalità locale, mentre i nostri agenti vengono sottoutilizzati». Altra nota dolente è infatti quella del servizio scorte, aumentato a dismisura negli ultimi tempi e che sottrae uomini e mezzi. «Il conto delle scorte effettuate è difficilissimo da fare - avverte il sindacato - perché ormai alle scorte ufficiali dell’ispettorato Viminale e del reparto scorte di via Flaminia si sono aggiunte quelle degli ispettorati Camera, Senato, Quirinale, Palazzo Chigi». «Invito il ministro Amato a farsi una passeggiata all’Autoparco di via Gregorio VII - è la provocazione di Innocenzi - sede del ministero dell’Interno, dove troverà centinaia di giovani poliziotti e sfavillanti fuoriserie adibite al trasporto di burocrati ministeriali e amici degli amici in visita occasionale».