Allarme contagio da Tbc letale: 15 italiani "sotto sorveglianza"

Allarme sanitario delle autorità mediche Usa: un uomo messo in quarantena. Si cerca chi ha volato con lui il 13 maggio da Atlanta a Parigi con Air France e da Praga al Canada il 24 con Czech Air. E i &quot;contatti&quot; italiani perché è stato in viaggio di nozze a Roma per 4 giorni: identificate 15 persone che erano sul volo per Montreal, sarebbero residenti in Lazio e Lombardia. <a href="/a.pic1?ID=181843"><strong>La Tbc ultraresistente</strong></a>

Washington - Una luna di miele con il morbo si è trasformata in una caccia all’uomo tra Roma e gli Usa, prima di concludersi con la decisione delle autorità americane di ordinare - per la prima volta dal 1963 - un isolamento forzato in ospedale. Un uomo di 32 anni è piantonato in un ospedale di Atlanta per una rarissima forma di tubercolosi, mentre le autorità di mezzo mondo sono alla caccia di eventuali segni di contagio che può essersi lasciato alle spalle. I passeggeri e l’equipaggio di un paio di voli tra Europa e Stati Uniti sono ora al centro dell’attenzione, mentre si cerca di capire quali siano i rischi di contagio.

Roma, luna di miele e fuga È a Roma, in un paio di giorni intorno al 21 maggio scorso, che la vicenda ha assunto toni drammatici. Ed è in una camera d’albergo romana che l’uomo e la neo-moglie, reduci dalle nozze celebrate in Grecia, hanno preso la decisione di dar vita a una complessa fuga che li ha riportati negli Usa attraverso Praga e Montreal. Il Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’ agenzia federale americana con sede ad Atlanta che ha il compito di monitorare virus ed epidemie, è ora impegnata con le autorità di altri paesi e l’Oms a valutare i rischi di contagio, ma anche a difendersi dall’accusa di non aver impedito all’uomo di viaggiare in mezza Europa, pur sapendo che era afflitto da un forma di Tbc particolarmente resistente. «Siamo di fronte a una vicenda - ha detto la direttrice del CDC, Julie Gerberding, difendendo l’operato dell’agenzia - in cui una persona ha deciso che i propri interessi personali erano così rilevanti da non fargli annullare il viaggio».

Polemica sui controlli in Usa Il paziente però non ci sta e sul quotidiano Atlanta Journal-Constitution, che lo ha intervistato per telefono in forma anonima, ha attacco il Cdc: «Sono una persona colta, di successo e intelligente ed è folle per me avere una guardia armata fuori dalla porta, visto che ho sempre cooperato con tutto quello che mi è stato chiesto, con l’eccezione della richiesta di isolamento in Italia».

Allarme in Italia Intanto, il ministero della salute italiano fa sapere che sono state avviate tutte le opportune iniziative di vigilanza e segnalazione, ma «non esistono rischi di contagio per contatti occasionali». Eventuali contatti occasionali avuti in Italia, tranquillizza cioè il ministero, «non rappresentano fonte di rischio».

Sotto sorveglianza medica 15 italiani Le nostre autorità sanitarie hanno identificato per essere sottoposti a sorveglianza 15 italiani che hanno avuto contatti con il cittadino americano portatore della forma di tbc particolarmente resistente alle terapie. A quanto si apprende, si tratterebbe di residenti nel Lazio e in Lombardia che viaggiavano sul volo Praga-Montreal.

La storia L’uomo e la futura moglie erano partiti da Atlanta il 12 maggio, a bordo del volo Air France 385 diretto a Parigi. Già dallo scorso gennaio, secondo il suo racconto, le autorità mediche americane sapevano che aveva una forma particolare di Tbc, resistente ai farmaci, anche se non mostrava sintomi e si sentiva bene. Nessuno, a suo dire, gli ha impedito di partire, anche se il Cdc gli aveva raccomandato il contrario. Celebrate le nozze in Grecia, la coppia si è trasferita a Roma. Ma mentre viaggiavano, al Cdc il 21 maggio sono arrivati i risultati di test compiuti dall’uomo prima di partire, che mostravano che è affetto da una forma gravissima di tubercolosi nota come XDR TB, che rende inefficaci gli antibiotici. Il dottor Martin Cetron del Cdc lo stesso 21 maggio ha chiamato l’uomo sul cellulare, mentre si trovava a Roma, gli ha comunicato i risultati e gli ha fatto sapere che avrebbe dovuto cancellare il resto del viaggio. La coppia, che doveva partire il giorno dopo per Firenze, è rimasta in un albergo romano, dove ha poi ricevuto la comunicazione che avrebbero dovuto consegnarsi alle autorità italiane, per essere messi in quarantena.

La fuga. "Sono pazzi..." Marito e moglie, a questo punto, hanno deciso la fuga: «Ho pensato: ’questi sono pazzì», ha raccontato l’uomo, aggiungendo di aver avuto paure di non ricevere cure adeguate in Italia. Dall’America è stato loro intimato di non salire su un volo commerciale, affermando che i passaporti erano stati inseriti su una ’no fly list’. Ma a quanto pare le cose sono andate diversamente. La coppia ha raggiunto in qualche modo Praga e il 24 maggio i due si sono imbarcati sul volo 0104 della Czech Air Flight, con destinazione Montreal. Da qui hanno noleggiato un’auto e sono entrati negli Usa attraverso il posto di confine di Champlain, nello stato di New York, anche in questo caso senza problemi. È a Manhattan che l’uomo si è consegnato alle autorità ed è stato trasferito con un volo speciale ad Atlanta, per entrare in quarantena.

Parla l'infettivologo  «Poche ore a contatto con una persona affetta da tubercolosi multiresistente possono essere considerate un rischio. Il contagio può infatti avvenire anche se si è seduti accanto su un aereo di linea per un viaggio di durata inferiore alle otto ore». A spiegarlo è Mauro Moroni, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano che ha definito «doverose» le misure predisposte dal ministero della Salute che, informato dal Centro di controllo delle malattie di Atlanta (Cdc), ha fatto scattare la rete di sorveglianza italiana, in via precauzionale. «In casi come questo non è superfluo - sottolinea Moroni all’Adnkronos Salute - contattare i passeggeri che hanno volato al fianco del soggetto contaminato perchè, anche se la durata del volo è modesta, il rischio di contagio non è pari a zero». Il ceppo della tubercolosi ultraresistente, aggiunge, «è pericoloso e noi temiamo che possa espandersi dalle aree in cui è presente, cioè l’Europa dell’Est, a una realtà ancora considerata immune come appunto il mondo occidentale e dunque l’Italia. Il fatto che le autorità statunitensi fossero a conoscenza di questo caso - conclude l'infettivologo -  lascia però presumere che la malattia fosse stata trattata. E ciò può aver attenuato o risolto i sintomi. E sicuramente rende meno allarmante la situazione».